lunedì, 16 Dicembre, 2019

SENZA GOVERNO

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Il garbo istituzionale non è in voga in questo esecutivo. Ed è così che il ministro Salvini commenta le parole del premier pronunciate ieri al Senato nel corso della informativa con un bel “mi interessano meno di zero”.

“Mi è sembrato strano – ha detto Salvini – che il presidente del Consiglio, senza che nessuno glielo avesse chiesto, sia andato in aula dicendo: se mi toglieranno la fiducia tornerò in quest’aula a cercare la fiducia…come se ci fosse la necessità di cercare degli Scilipoti di turno per non andare a casa. Non è un problema che mi tocca, io finché posso fare le cose sto al governo, se dovessi accorgermi che sto al governo per non fare le cose”. Salvini dopo aver evitato tirando in causa un improvvisato incontro istituzionale per evitare di andare al Senato a rispondere alle domande sulla questione russa, ha attacco chi in Senato ci è andato, ma dicendo evidentemente cose a lui non gradite. I presunti fondi russi li definisce “un fantasy di spionaggio”. “Ho ascoltato Conte, ha detto quello che aveva già detto e che io dico da settimane e lo ripeto: non abbiamo mai visto né chiesto né preso un rublo, un dollaro, un euro, una lira. Vado all’estero per fare politica, non per fare accordi commerciali. Ritengo che la Russia sia un partner strategico fondamentale. C’è un’inchiesta aperta da mesi: buona caccia al tesoro che non c’è”.

Nel frattempo il gruppo del Partito democratico ha presentato una mozione di sfiducia individuale a Matteo Salvini. Mozione che verrà firmata e sostenuta anche dai socialisti. “I socialisti firmeranno la mozione individuale al Ministro dell’Interno Salvini promossa dal Partito Democratico. La misura è colma, gli italiani vogliono sapere cosa è successo e quali sono stati i reali rapporti tra la Russia e la Lega”. Lo ha annunciato lo stesso segretario del Psi, Enzo Maraio, che ha aggiunto: “Ci troviamo nella paradossale situazione in cui Conte ha sbugiardato Salvini e il M5S ha abbandonato l’Aula, mentre il Ministro dell’Interno, impegnato nelle sue dirette Facebook, si sottraeva alla sua responsabilità, quella di fare chiarezza nelle sedi istituzionali preposte”. Per Maraio è “un fatto grave, incompatibile con il suo ruolo”. Per queste ragioni, “il senatore Nencini firmerà, a nome dei socialisti, la mozione di sfiducia nei suoi confronti” ha concluso Maraio.

Il clima nel governo è degno dell’afa di questi giorni. Ormai è diviso in due parti una all’opposizione dell’altra tenute insieme solamente dalla poltrona. Le due maggioranze avanzano parallelamente e si sottopongono al voto in aula solamente dopo estenuati tira e molla per la ricerca, sempre al ribasso, di un compromesso. Per trovare un ennesimo accordo per il proseguo della legislatura, Luigi Di Maio e Matteo Salvini si sono trovati a colloquio a Palazzo Chigi. I due vicepremier, a quanto riferiscono fonti di M5S e Lega, hanno fatto il punto della situazione politica alla luce degli avvenimenti dell’ultima settimana. Il vertice ‘è andato bene’, ha detto il ministro dell’Interno al termine dell’incontro. Non è il primo vertice ad andare bene. Vanno tutti bene, almeno il comunicato ufficiale si conclude sempre con abbracci e pacche sulle spalle.

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