martedì, 9 Marzo, 2021
Direttore Responsabile Mauro Del Bue

SENZA PRECEDENTI

0

Il democratico Jon Ossoff ha conquistato il seggio in Georgia del senatore repubblicano David Perdue nel secondo ballottaggio di oggi. Anche nel Senato degli Stati Uniti i Democratici sono in maggioranza.
I candidati democratici avevano bisogno di battere entrambi i senatori repubblicani per conquistare anche l’altro ramo del Congresso, dopo aver confermato lo scorso 3 novembre la maggioranza alla Camera dei Rappresentanti.
Dopo lo storico risultato di Raphael Warnock, che ha battuto Kelly Loeffler diventando il primo senatore afroamericano eletto in Georgia, Ossoff si è imposto su Perdue per poche migliaia di voti in un risultato incerto fino alla fine.
Già prima che il risultato fosse ufficializzato, Ossoff aveva pubblicato un video per ringraziare gli elettori e aveva ricevuto le congratulazioni del presidente e della vicepresidente eletti, Joe Biden e Kamala Harris.
Immediatamente è iniziata un’insurrezione popolare che sembra sia stata già preparata per questa eventualità.
I sostenitori di Donald Trump hanno sfondato le barricate della polizia e sono riusciti a entrare al Congresso che è stato posto in lockdown. La certificazione dei voti del collegio elettorale a Capitol Hill per l’incoronazione di Joe Biden è stata quindi interrotta.
Trump, dopo averli incitati, ha pubblicato un video appello sui social per placarli: “Capisco il vostro dolore, so che state male, abbiamo avuto un’elezione che ci e’ stata rubata. Tutti lo sanno, soprattutto l’altra parte, ma ora dovete andare a casa. Serve pace. Serve legge e ordine”.
Precedentemente aveva mandato diversi inviti su Twitter ai manifestanti che hanno preso d’assedio uno dei luoghi simboli degli Stati Uniti d’America per far cessare gli scontri con gli agenti, come: “Per favore, sostenete la polizia e le forze dell’ordine, sono davvero dalla parte del nostro Paese”.
E ancora:  “Sto chiedendo a tutti coloro a Capitol Hill di rimanere pacifici. Niente violenza! Ricordate, NOI siamo il partito della legge e dell’ordine, rispettate la Legge e i nostri grandi uomini e donne in blu. Grazie”.
Trump ha ricevuto diverse sollecitazioni per fermare l’insurrezione. Il presidente eletto, Joe Biden, parlando di democrazia in pericolo, ha detto: “Questa non è una protesta, è un’insurrezione. Le scene di caos non riflettono l’America. Le parole di un presidente contano. Possano ispirare per il bene ma nel peggiore dei casi possono anche ispirare cose negative. Faccio appello al presidente Trump: deve andare adesso alla tv nazionale, in questo momento, onorare il suo giuramento e difendere la Costituzione. E chiedere che questo assedio termini adesso”.
Biden ha anche aggiunto: “La nostra democrazia è sotto minaccia senza precedenti, mai visto nella storia moderna, non abbiamo mai visto nulla di simile”.
Anche i leader di Camera e Senato, la democratica Nancy Pelosi e il repubblicano Mitch McConnell avevano chiesto a Donald Trump di fermare le proteste, esortando i suoi sostenitori a lasciare Capitol Hill dove hanno fatto irruzione, sempre al grido di “Fight for Trump” (lottiamo per Trump).
All’interno del Congresso, inoltre, sono stati sentiti degli spari e secondo alcuni media una persona è stata raggiunta da colpi di arma da fuoco durante gli scontri con i sostenitori del presidente Donald Trump. Capitol Hill è in lockdown.
Ai parlamentari sono state consegnate maschere antigas per l’evacuazione da Capitol Hill mentre i sostenitori di Donald Trump hanno provato a sfondare le porte dell’Aula dove era in corso la certificazione della vittoria di Joe Biden. Gas lacrimogeni sono stati utilizzati all’interno del Congresso contro gli insorti.
Donald Trump in serata aveva attaccato ‘i repubblicani deboli’ in un discorso che alterna il doppio tema trumpiano dell’elezione truccata e della inaffidabilità del gruppo dirigente del Gop. Quella di Trump appare come un’accelerazione di una rottura che si sta consumando con i vertici del partito.
Secondo il presidente parte del Gop è arrendevole nei confronti dei democratici. Il tono dell’intervento di Trump è quello di uno strappo, un discorso diretto agli elettori repubblicani. Da una parte Trump e gli elettori, dall’altra il Gop dell’establishment. Trump oppone quella che chiama la linea di ‘America Last’ tenuta dai parlamentari repubblicani al suo ‘America First’ con un gioco di parole ad effetto.
Trump contro tutti, contro anche il suo stesso partito repubblicano, in un crescendo di attacchi fatti prima che l’esito politico venga certificato, ha detto: “Hanno chiuso un occhio quando i democratici hanno aperto le frontiere, attaccato i militari e messo l’America per ultima. C’è un altro partito repubblicano”.
Dalle mosse politiche del presidente, e dalla presenza costante di Ivanka Trump, secondo l’opinione di molti, sarebbe Lei l’outsider che si sta preparando per il voto del 2024, pronta a correre anche nelle elezioni di medio termine del 2022,
In una lettera divulgata poco prima della speciale sessione del Congresso per l’incoronazione di Joe Biden alla presidenza, Mike Pence ha affermato di non avere l’autorità unilaterale per decidere quali voti debbano essere contati in risposta al presidente Donald Trump che ha chiesto a Pence di bloccare la certificazione della vittoria di Biden.
Il vicepresidente Usa, Mike Pence, ha scritto: “La violenza e la distruzione che stanno avvenendo al Campidoglio Usa devono fermarsi e devono fermarsi ora. Tutti coloro coinvolti devono rispettare gli agenti delle forze dell’ordine e lasciare subito l’edificio, la protesta pacifica è diritto di ogni americano ma questo attacco al nostro Campidoglio non sarà tollerato e le persone coinvolte saranno perseguite al livello massimo consentito dalla legge”.
Il vice presidente Mike Pence è stato portato in una location sicura ed è scattata l’evacuazione di tutti i parlamentari quando i sostenitori di Donald Trump hanno tentato di sfondare le porte dell’Aula dove era in corso la certificazione della vittoria di Joe Biden. Anche la vice presidente eletta, Kamala Harris, è stata messa al sicuro.
Finora sono state numerose le reazioni degli esponenti politici italiani all’assalto violento fatto al Capitol Hill di Washington.
David Sassoli, il presidente dell’Europarlamento ha detto: “Questa sera scene profondamente preoccupanti dal Capitol degli Stati Uniti. I voti democratici devono essere rispettati. Siamo certi che gli Stati Uniti garantiranno che le regole della democrazia siano protette”.
Il commissario Ue alle Attività economiche, Paolo Gentiloni, ha commentato su twitter una foto dei manifestanti che hanno fatto irruzione al Congresso americano: “Vergogna”.
Il premier italiano, Giuseppe Conte, ha scritto su Twitter: “Seguo con grande preoccupazione quanto sta accadendo a Washington. La violenza è incompatibile con l’esercizio dei diritti politici e delle libertà democratiche. Confido nella solidità e nella forza delle Istituzioni degli Stati Uniti”.
Il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, pure su Twitter ha commentato: “Il voto e le istituzioni democratiche vanno rispettate, ciò che sta accadendo a Washington è un’aggressione intollerabile ai nostri comuni valori. Ha ragione Joe Biden: questa non è la vera America, l’assedio a Capitol Hill deve finire”.

 

 

“Il congresso USA – ha affermato il segretario del Partito Socialista Enzo Maraio – ha certificato la vittoria elettorale di Joe Biden dopo una notte drammatica, che non ha precedenti. L’auspicio è che si chiuda il prima possibile l’epoca del peggiore populismo che l’America abbia mai conosciuto”. “I fatti accaduti, con Trump ed i suoi sostenitori che hanno scritto la peggiore pagina della democrazia negli Usa – ha detto ancora Maraio – ci devono indurre a non sottovalutare i pericoli del populismo demagogico, anche in Italia.
Le forme più violente del linguaggio – ha aggiunto Maraio – possono diventare violenza. Le scende di Capitol Hill ricordano quelle più folcloristiche dei raduni leghisti di Pontida. Ciascuno, a iniziare dai sostenitori di Trump di casa nostra, dovrebbe prendere fermamente le distanze da chi ha fatto venire meno il rispetto verso una istituzione liberamente eletta da tutti gli americani”- ha concluso.

Il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, ha scritto su Twitter: “Ciò che sta avvenendo a Washington DC è davvero gravissimo. Un attacco all’esito democratico del voto popolare”.
Il ministro per gli Affari europei, Vincenzo Amendola, citando una frase di John Fitzgerald Kennedy, ha scritto sui social: “Nel passato chi ha cercato stupidamente di ottenere il potere cavalcando la tigre ha finito per esserne divorato”.
Il segretario del PD, Nicola Zingaretti: “Mai avremmo pensato di vedere negli Usa immagini di questo tipo. Tutti vicini alla forza della democrazia americana per difenderla da questi attacchi. Ecco dove porta l’estremismo in politica”. Forse ricordando che anche Lenin criticava l’estremismo.
Il vicesegretario del PD, Andrea Orlando, ha scritto sui social: “Quello che sta succedendo a Washington è incredibile. Una delle più antiche e solide democrazie del mondo è segnata in queste ore da un tentativo di sedizione innescato da un presidente sconfitto e al termine del suo mandato. Le immagini che ci giungono costituiranno, comunque si concluda questa vicenda, uno sfregio per la cultura democratica. Riflettano tutti coloro che, anche in Italia, avevano salutato nella vittoria populista di Trump una novità positiva. Il populismo, anche quando nasce da ragioni profonde e reali, presto o tardi è destinato ad entrare in conflitto con le articolate regole della democrazia, un sistema complesso, che si presta a critiche (anche perché è l’unico che le tollera) ma che è il migliore che l’uomo abbia escogitato. L’unico che assicuri equilibrio tra le libertà individuali e benessere generale. Lo ricordo, perché talvolta c’è chi lo dimentica”. Commento che fa ricordare qualche frase di Winston Churchill.
Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi ha detto: “Fanno male le immagini dal Campidoglio, tempio della democrazia americana. Molto male. Il populismo lascia tracce devastanti per la credibilità delle istituzioni. E purtroppo violenza verbale chiama violenza fisica”.
Il ministro dell’Agricoltura, Teresa Bellanova, ha commentato: “L’attacco al Campidoglio fomentato dolosamente dal Presidente uscente Donald Trump è un fatto gravissimo ed altrettanto grave è il rifiuto del Pentagono di accettare la richiesta di invio della Guardia Nazionale da parte della Speaker della Camera Nancy Pelosi, a protezione delle Istituzioni. Tornerà la calma a Washington nelle prossime ore, ma le ferite profondissime, le divisioni di questi quattro anni resteranno. E serviranno anche negli Stati Uniti i pacificatori ed i costruttori. Persone come Joe Biden e Kamala Harris, competenti, empatici, onesti, capaci di disinnescare quella bomba sociale che i disastri del populista Donald Trump e del suo governo del cambiamento hanno contribuito a far esplodere. Ci vorranno tempo e pazienza, anche per ricucire le profonde ferite alla democrazia, ma siamo sicuri che ce la faranno”.
Anche il leader leghista, Matteo Salvini, ha osservato: “La violenza non è mai la soluzione, mai. Viva la Libertà e la Democrazia, sempre e dovunque”.
Il presidente della Commissione per le politiche dell’Ue alla Camera, Sergio Battelli, ha scritto su Instagram: “L’azione compiuta dai fan di Donald Trump non ha nulla a che fare con la democrazia. Le scene cui stiamo assistendo somigliano più a un tentativo di colpo di stato che a una manifestazione pacifica di dissenso. Invece di aizzare il presidente uscente intervenga con tutti i mezzi di cui dispone”.
Anche i socialisti italiani sono molto preoccupati per questa situazione antidemocratica che sta avvenendo a Washington auspicando il ritorno alla normalità nel più breve tempo possibile.
Tra pochi giorni ci dovrebbe essere l’insediamento del nuovo presidente Joe Biden e della nuova amministrazione degli Stati Uniti.
Resterà la preoccupazione per la posizione antidemocratica di Donald Trump che ha dimostrato di poter fare scoppiare una guerra civile negli Stati Uniti. La guerra di secessione tra nordisti e sudisti, finora l’unica nella storia degli Stati Uniti, risale ad oltre un secolo e mezzo fa.
Oggi la posta in palio è la definizione di nuovo ordine mondiale. Pertanto, quello che sta avvenendo in Usa non può essere considerato solo un problema interno della più grande potenza mondiale. Anche se la rivolta è stata domata, i fatti di Washington dimostrano la fragilità delle democrazie, anche quelle più robuste, ma che oggi negli Stati Uniti c’è una frattura da ricomporre tra molte difficoltà.

 

Salvatore Rondello

Condividi.

Riguardo l'Autore

Avatar

Leave A Reply