domenica, 22 Settembre, 2019

Senza risposte adeguate tanti i Salvini che partorirà l’Europa

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Fumata bianca per la nomina dei vertici europei ma ennesimo rinvio per delineare un programma comune onde affrontare vecchie e nuove sfide in maniera solidale. Il nuovo equilibrio delle rappresentanze non dà garanzie di un percorso comune, afflitto com’è da logiche autarchiche ,coniugando in salsa europea per quanti sono gli stati che la compongono, il tanto vituperato motto “ American first”. Ci fosse, anche solo accennato, il ricorso a un Piano Marshall per l’Africa all’insegna del tanto auspicato”Aiutiamoli in casa loro!”Certo condizione primaria della nuova gestione europea è la salvaguardia dell’unità del vecchio continente dalle disgreganti forze sovraniste dopo averle sconfitte, resistendo alle invasioni di campo finora accertate e dichiarate sia da Trump che da Putin. Per Trump basterà richiamare il suo favore per la Brexit assicurando come contropartita il rapporto stretto con l’USA, una sorta di protettorato ricompensato da speciali rapporti politici ed economici.

Né meno invasivo il monito di Putin sulla obsolescenza dei regimi liberali per la ingovernabilità che producono alimentando le spinte secessioniste fuori e dentro la UE. Un vero e proprio accanimento contro l’Europa unita, temuta sul piano della concorrenza economica ma ancor più perché protesa a forme federative che esaltano come essenziali le autonomie dei singoli Paesi mentre mettono a punto unitariamente le risposte alle nuove sfide. Sì è proprio questa unità nella diversità il carattere dirompente dell’Europa a fronte degli imperi autoritari che temono e a ragione l’esempio europeo. Le prove in tal senso del risveglio delle autonomie locali a livello mondiale sono sotto i nostri occhi, dalla rivolta popolare ad Hong Kong, alle dimostrazioni antiautoritarie di Mosca e non ultima la perdita di Instanbul e di altre città da parte di Erdogan all’insegna della contrapposizione ad un potere centrale pressoché assoluto. Tornando al vuoto programmatico dei nuovi assetti europei rispetto alle sorti dell’Africa, premessa essenziale per ridurre e contenere la sfida globale dell’emigrazione sotto ogni latitudine, (giacché globale è il fenomeno da disciplinare sotto l’assillo climatico che non conosce confini), c’è da mettere in conto la durata di lungo periodo dell’emergenza per cui vana è la linea del  ”Vade retro Satana” fuori dai nostri confini che nel tempo può degenerare in uno tsunami incontrollabile, così come da evitare il prevalere di uno sprovveduto sentimento umanitario che superi la solidarietà emergenziale e si faccia carico dei problemi d’inclusione a parità di diritti e doveri corrispondenti.

Senza risposte adeguate non si conteranno più i Salvini che innalzeranno le bandiere nazionali facendo il gioco delle grandi potenze in competizione in tutto il mondo lasciando alle piccole parcellizzate la sola scelta di chi diventare vassalli.

Roca

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1 commento

  1. Paolo Bolognesi on

    Mi sembra che il titolo di queste righe sia piuttosto eloquente ed azzeccato, e penso nel contempo che l’attuale “vento in poppa” del leader leghista possa dipendere anche dai due fattori che cerco di sintetizzare qui di seguito.

    Ci siamo spesso detti che quando la politica è debole prendono di riflesso il “sopravvento” altri “poteri”, e il leader leghista viene visto da molti, con favore, come l’incarnazione di una politica ridivenuta forte, e che vuole riprendersi il suo naturale ruolo.

    Viene pure guardato come l’esponente politico, o l’alfiere, che impersona per certi versi l’orgoglio nazionale, e che difende valori a lungo minimizzati, se non marginalizzati, e dei quali si avverte ora l’importanza, vuoi sul piano interno che internazionale.

    Si può legittimamente dissentire da queste tesi o interpretazioni, e può anche darsi che i suoi simpatizzanti possano poi andar delusi, ma non si può non prendere atto che oggi egli gode di largo consenso, e non basta “rimbrottare” i sovranisti ma occorrerebbe pure interrogarsi sulle ragioni della loro crescente riuscita elettorale.

    Paolo B. 05.07.2019

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