martedì, 29 Settembre, 2020

Serbia, i rapporti di Vucic con Trump scontentano il Cremlino

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Una delle critiche, che nonostante l’indubbio successo elettorale, sono ripetutamente fatte a Aleksander Vucic e alla Serbia è quella dell’eccessivo equilibrismo in politica estera coltivando rapporti collaborativi e amichevoli con Usa, Russia e Cina contemporaneamente.
Critica ingenerosa dopo la clamorosa decisione di pochi giorni fa di non partecipare alla esercitazione militare “Confraternita slava 2020” che sarebbe dovuta iniziare venerdì 11 settembre con Russia e Bielorussia. Un brutto colpo per il Presidente bielorusso Lukashenko che proprio da questa occasione sperava di spezzare l’isolamento che lo aveva colpito dopo le elezioni farsa che lo avevano riconfermato e la repressione dell’opposizione. Il Ministro degli Esteri serbo Aleksander Vulin ha motivato la decisione per le pressioni europee in tal senso anche se la decisione rientra nell’abbandono per sei mesi di tutte le attività militari con eserciti di altri Stati ma la coincidenza dei tempi fa chiaramente pensare che sia stata presa proprio per non dare copertura a Lukashenko del quale comunque erano già state condannate sia l’organizzazione non corretta delle elezioni presidenziali sia i metodi autoritari e antidemocratici usati contro gli oppositori. Ma c’è chi vede anche lo zampino di Trump. L’incontro avvenuto dieci giorni fa a Washington tra il Presidente Usa, Vucic e il Premier kosovaro Hoti si è rivelato estremamente positivo per le ragioni della Serbia che non ha dovuto cedere neanche di un millimetro sull’indipendenza del Kosovo. Indubbiamente un clima molto diverso da quello che aveva contraddistinto le Presidenze democratiche precedenti che avevano sempre penalizzato gli interessi serbo tanto che a Belgrado si guarda con preoccupazione alle elezioni americane di novembre temendo un nuovo mutamento di posizione. Ma a Washington Trump con Vucic avrebbe parlato anche di Bielorussia e il Presidente serbo avrebbe accettato l’invito a abbandonare le esercitazioni militari con Lukashenko e Putin. Del resto questo incontro era stato oggetto di un post diffamatorio di un funzionario del Cremlino che aveva pubblicato la foto di Vucic seduto di fronte a Trump nello Studio ovale della Casa Bianca con vicino quella delle gambe dell’attrice Sharon Stone nel film Basic Istintct. Post che aveva provocato le scuse ufficiali di Putin. Una virata in senso occidentale e atlantico quella di Aleksandar Vucic che fra pochi giorni dovrebbe benedire il nuovo Governo serbo dopo la elezioni che hanno visto trionfare il suo partito, il Partito del progresso. Una scelta anche in chiara proiezione europea confermando la volontà della Serbia di arrivare al più presto all’adesione all’Unione Europea. Una decisione presa anche in presenza di alcune perplessità interne soprattutto socialiste che dimostra ancora una volta la leadership incontrastata del Presidente serbo.

Alessandro Perelli

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