mercoledì, 3 Marzo, 2021
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Serbia, il nuovo patriarca piace al Governo e al Papa

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Porfirije Peric è il nuovo Patriarca della Chiesa ortodossa serba. È stato eletto giovedì scorso nel corso del sinodo dei vescovi riunitosi a Belgrado nella cattedrale di San Sava. Nato nei pressi di Novi Sad, in Vojvodina, in una zona con significativa presenza cattolica, laureato in teologia, era metropolita di Zagabria e Lubiana. La sua elezione è stata salutata in Serbia dal suono delle campane e copre il vuoto verificatosi in seguito alla morte per covid di Irenej avvenuta tre mesi fa. Al di là del lato religioso, questa nomina è di rilevante importanza per il contesto internazionale e politico, da una parte per i rapporti con il Vaticano, dall’altra con il Governo serbo. Non è un mistero infatti che Papà Francesco ha tra i suoi obiettivi il miglioramento delle relazioni con la Chiesa ortodossa. Una visita a Belgrado è considerata propedeutica a un viaggio a Mosca secondo i piani della diplomazia vaticana. E il Patriarca Porfirije sembra l’uomo giusto per accelerare i tempi di questo obiettivo. Sessantenne è considerato favorevole al dialogo con le altre confessioni religiose e in particolare con quella cattolica come è dimostrato dai nuovi rapporti stabiliti con quella croata particolarmente rigida e chiusa. In questo senso sicuramente, al contrario di Irenej, che lo aveva sempre ostacolato, si adopererà per favorire l’arrivo di Papa Bergoglio a Belgrado. Porfirije ha battuto la concorrenza di altri grandi prelati ortodossi, soprattutto quella di Grigorije, capo della diocesi serbo ortodossa di Dusseldorf, in più occasioni in posizioni di contrasto con il Governo di Belgrado. E proprio per Alekander Vucic la scelta di Porfirije rappresenta un suggello molto importante alla sua leadership visti gli ottimi rapporti personali con il nuovo Patriarca.
Non è infatti ininfluente per il Premier serbo l’appoggio della Chiesa ortodossa e di un uomo come Porfirije, che, tra l’altro, sulla questione Kosovo sembra avere un atteggiamento più aperto e conciliante necessario perché Vucic possa agire, a livello interno e internazionale, senza rigide chiusure da parte religiosa. Porfirije, che, oltre al nuovo prestigioso ruolo, si porta dietro anche la nomina a arcivescovo di Pec e metropolita di Belgrado e Karlovac, è conosciuto anche per la sua attività di promozione sociale a favore delle persone in stato di bisogno soprattutto nel settore della tossicodipendenza e del reinserimento sociale delle persone colpite da questa patologia. In un messaggio Papa Bergoglio gli ha inviato gli auguri di buon lavoro augurandosi che la sua nomina possa rappresentare il rafforzamento ulteriore della collaborazione ecclesiale tra cattolici e ortodossi. Le campane del Duomo di Belgrado che hanno salutato l’elezione del nuovo Patriarca hanno anche avuto il significato simbolico di una nuova apertura del popolo serbo verso le sfide europee e internazionali che lo attendono e della sua unità nella battaglia per sconfiggere la pandemia da coronavirus che ancora affligge pericolosamente il Paese. Sarà anche interessante vedere quale sarà l’atteggiamento del nuovo Patriarca nei confronti del Montenegro, dove, negli ultimi mesi, la Chiesa ortodossa è stata protagonista, dopo l’approvazione della legge sulla libertà religiosa, di vibrate proteste che hanno causato il mutamento del Governo.

Alessandro Perelli

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