venerdì, 4 Dicembre, 2020

Serbia, trovato accordo per un governo senza opposizione

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Sarà un Governo senza opposizione in Parlamento quello annunciato dalla riconfermata Premier Ana Brnabic e che mercoledì si è presentato a!!a Narodna Skupstina, l’assemblea di Belgrado. Dopo circa quattro mesi dalle elezioni politiche Il Partito progressista serbo di Aleksandar Vucic, vero trionfatore della prova elettorale, il Partito socialista di Ivica Dacic e l’Alleanza patriottica serba di Aleksandar Sapic hanno chiuso l’accordo che garantirà alla Serbia piena governabilità.

 

Ma quali sono le caratteristiche principali del nuovo Esecutivo? Il dato politico è costituito dal fatto, sicuramente anomalo, che potrà governare senza alcun problema di maggioranza. Anche Sapic, che nella campagna elettorale aveva preso le distanze, pur non rivestendo personalmente nessuna responsabilità di Esecutivo forse in attesa di altre nomine, si è seduto al tavolo lasciando il compito dell’opposizione ai resti del Partito democratico e all’estrema destra a questo punto però extraparlamentari, in quanto hanno boicottato le elezioni. Soprattutto il Partito democratico pare dibattersi in una crisi senza fine: dopo la divisione degli anni scorsi è in atto al suo interno una nuova spaccatura. Il nuovo segretario, un attore, appena nominato viene contestato ed è in atto una disputa nelle aule giudiziarie per verificare la sua legittimità. I tempi di Tadic dello stesso Pajtic paiono lontani e attualmente la percentuale nei sondaggi varia dal 3 al 4 %. Anche quei partiti che hanno partecipato alle elezioni come il Movimento dei cittadini liberi guidato dal Sindaco di Sabac hanno ottenuto una grave sconfitta non essendo neppure riusciti a ottenere la percentuale utile per entrare in Parlamento. Il nuovo Governo Brnabic può essere definito rosa perché 10 dei 21 Ministri previsti sono donne. Una scelta che conferma la grande attenzione alla parità di genere, innovativa per la Serbia come lo era già stata l’indicazione a Premier della Brnabic, dichiaratamente lesbica. Ma è sui movimenti interni dell’ Esecutivo che occorre prestare attenzione per cercare di comprendere le nuove dinamiche che lo attendono soprattutto sul piano internazionale. il leader del Partito socialista Ivica Dacic, l’ uomo che aveva affiancato Vucic in tutti i rapporti diplomatici su questioni particolarmente delicate, e’ diventato Presidente del Parlamento. Una carica indubbiamente di grande rilevanza ma di ordine istituzionale. Al suo posto agli Esteri è stato nominato Nikola Selakovic, un fedelissimo di Vucic, del Partito progressista. Questo cambiamento può significare che cose. O la sostituzione di un uomo troppo vicino alla Russia e a Putin di cui gli Stati Uniti si erano lamentati o un ulteriore segnale di disponibilità alla trattativa sulla questione dell’ indipendenza del Kosovo togliendo la responsabilità del Ministero degli Esteri a Dacic che sulla questione era su posizioni particolarmente rigide. Una situazione che fotografa quasi un momento di attesa per quanto potrà accadere nelle prossime elezioni americane e per vedere quindi se la posizione degli Usa sull’ indipendenza del Kosovo, più vicina alle esigenze della Serbia dopo il recente incontro di Washington tra Trump e Vucic, sarà mantenuta intatta . Tante cose , in questo momento, bollono in pentola e il destino e la durata del secondo Governo Brnabic ne sono direttamente dipendenti. Senza parlare delle nuove elezioni presidenziali in Serbia ,previste nel 2022 in contemporanea con le importanti amministrative di Belgrado. Un Governo a tempo quello votato mercoledì dal Parlamento serbo probabilmente. Per un rimescolamento generale delle carte nel 2022 con una prova elettorale politica anticipata abbinata alle presidenziali e alle elezioni nella capitale. In cui Aleksander Vucic si giocherà tutto ma con un’ opposizione che , riorgazzata, possa tornare in Parlamento promuovendo la dialettica democratica oggi mancante.

 

Alessandro Perelli

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