mercoledì, 18 Settembre, 2019

Serie A, Roma inarrestabile. Crollo della Juve a Firenze

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Roma-Napoli

L’ottava giornata di serie A è una di quelle che potrebbero pesare nel bilancio finale del campionato. In particolare potrebbe risultare determinante per la Roma che, nell’anticipo di venerdì sera, ha battuto anche il Napoli, continuando una marcia incredibile di sole vittorie. A rendere strepitoso il weekend dei giallorossi, c’è stata la clamorosa debacle della Juventus contro la Fiorentina. I bianconeri avevano la partita in mano (avanti 2-0), prima di subire quattro gol in appena 15 minuti. Male la Lazio, ko a Bergamo, impresa solo sfiorata per l’Inter, ripresa a tempo scaduto dal Torino dopo aver giocato tutto il match in inferiorità numerica, e 3 punti preziosi per il Milan contro l’Udinese. Primi successi per Sampdoria e Sassuolo (entrambe 2-1 a Livorno e Bologna), sempre più giù il Chievo (ko a Marassi contro il Genoa, rigenerato da Gasperini). Continua a sorprendere il Verona (3-2 al Parma) e il Cagliari festeggia il ritorno al Sant’Elia con una vittoria sul Catania che costa la panchina al tecnico Maran, al suo posto chiamato De Canio.

LA ROMA VOLA CON PJANIC – Non male riprendere il campionato, dopo la sosta per gli impegni della Nazionale, con Roma-Napoli. Si affrontavano i due attacchi e le due difese migliori del campionato. Presto per parlare di sfida scudetto, ma comunque una gara di grande importanza. Sotto gli occhi di Maradona, presente all’Olimpico, i giallorossi hanno avuto la meglio per 2-0 grazie a una doppietta di Miralem Pjanic. Primo gol grazie a una magistrale punizione, sulla quale nulla ha potuto Reina. La squadra di Rudi Garcia ha difesa benissimo il vantaggio, chiudendosi in difesa e cercando di partire in contropiede. Il raddoppio è arrivata su calcio di rigore per un fallo di Cannavaro (serataccia per lui) su Borriello, penalty trasformato nuovamente dal centrocampista bosniaco. La Roma resta dunque a punteggio pieno e allunga a +5 sulle inseguitrici. Ormai si può abbassare la maschera e parlare tranquillamente di scudetto, anche perché la storia dice che chi ha vinto le prime 8 partite di campionato (c’è riuscita la Juventus tre volte), poi a fine anno ha sempre festeggiato il tricolore. Unica nota negativa per la capolista, l’infortunio di capitan Totti. Si teme una lesione muscolare e uno stop di circa un mese, ma le alternative (Borriello e Ljajic) non mancano.

CROLLO JUVE, TRIS DI ROSSI – Domenica pomeriggio ci si aspettava la risposta della Juventus all’allungo della Roma. L’impegno per la squadra di Conte non era semplice. C’era di fronte, infatti, la Fiorentina, i cui tifosi sentono da sempre una grande rivalità con i bianconeri. Eppure la partita era praticamente in mano ai campioni d’Italia, avanti 2-0 grazie ai gol di Tevez e Pogba (entrambi hanno provocatoriamente festeggiato con il gesto della mitraglia, esultanza storica dell’idolo di Firenze, Batistuta). Ma nel secondo tempo è successo ciò che nemmeno il più ottimista dei tifosi viola poteva immaginare. Nel giro di 15 minuti, infatti, la squadra di Montella ha ribaltato il risultato con 4 gol (tripletta di Giuseppe Rossi e Joaquin), mandando in delirio il pubblico sugli spalti. Poker viola e pesante crollo per la Juve, con Buffon su tutti sul banco degli imputati. Per la gioia anche della Roma, ora +5 sia sul Napoli che sui bianconeri.

LE ALTRE – Il Milan sabato sera ha liquidato l’Udinese per 1-0. Decisivo, come contro la Sampdoria, lo sloveno Birsa, autore di un bel gol dal limite dell’area. Passo in avanti per i rossoneri, mentre l’Udinese di Guidolin (ancora 0 punti in trasferta) non convince fuori dal ‘Friuli’. Partita rocambolesca nel posticipo di domenica sera tra Torino e Inter. Gol e spettacolo nel 3-3 finale (Farnerud, Immobile e Bellomo per i granata, Guarin e doppio Palacio per gli ospiti), con la partita condizionata dall’espulsione dopo 4 minuti del portiere nerazzurro Handanovich, per un fallo da rigore su Cerci, che poi ha sbagliato il penalty. Nonostante l’inferiorità numerica, prestazione di grande carattere della squadra di Mazzarri, raggiunta però a tempo scaduto dal baby talento Bellomo. Male la Lazio, sconfitta per 2-1 (Cigarini, Perea, Denis) dall’Atalanta, che ha festeggiato al meglio il 106esimo compleanno. Nel post-partita sono circolate voci di possibili dimissioni del tecnico Petkovic, poi smentite dalla società. Serve comunque un’inversione di marcia per i biancocelesti. Continua a stupire il Verona, che in casa non fallisce un colpo (4 vittorie su 4 al ‘Bentegodi’). Nel 3-2 al Parma, spicca la doppietta di Jorginho, entrambi i gol su rigore, prima delle reti di Cacciatore, Parolo e Cassano. Sorridono le due squadre genovesi: il Genoa ha superato in casa il Chievo per 2-1 (doppietta di Gilardino e gol di Bentivoglio), rendendo speciale il ritorno a ‘Marassi’, tre anni dopo, del tecnico Gasperini. Sampdoria corsara a Livorno (2-1, Eder, Siligardi, Pozzi), con Delio Rossi che salva la panchina. Stessa punteggio per il Sassuolo contro il Bologna (Berardi, Floro Flores, Diamanti), sempre più ultimo in classifica. Infine, ritorno con vittoria al Sant’Elia per il Cagliari, che ha battuto 2-1 il Catania in rimonta (Bergessio, Ibarbo, Pinilla). Sconfitta che costa la panchina al tecnico degli etnei Maran, al suo posto arriva De Canio. Infine una curiosità: in questa giornata sono stati fischiati ben 11 calci di rigore, non succedeva da 63 anni (stagione 1950/1951).

Francesco Carci

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