sabato, 15 Agosto, 2020

Serve un nuovo Piano Marshall per l’economia italiana

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L’Italia sta giocando una partita fondamentale a Bruxelles e mai come adesso è necessario vincere quella partita. Lo scontro con i cosiddetti paesi frugali ha raggiunto livelli di tensione che rischiano di creare un precedente. L’olandese Ruth ha inscenato un braccio di ferro con l’Italia ed altri paesi europei con lo scopo di sottrarre una quota importante a fondo perduto a favore della parte concessa “a prestito” del Recovery Found.

Il Governatore del paradiso fiscale europeo, artefice – insieme all’ex sottosegretario al tesoro Joop Wijn- di un sistema tributario che ha consentito per anni alle multinazionali di ‘aggirare’ le tasse, si sta scagliando con inedito astio contro il sistema di aiuti messo in piedi dalla Commissione Europea a favore dell’Italia e degli altri paesi, tra cui Spagna e Germania, che più di tutti hanno subito gli effetti della crisi economica nel dopo pandemia. Un atteggiamento irresponsabile e che nulla ha a che vedere con la missione che i padri fondatori dell’Unione Europea si erano prefissati: l’unità tra gli Stati, un sistema di governo basato sulla solidarietà. Tutto questo per gli olandesi sembra non essere mai esistito. Non faremo mancare al Premier Conte il sostegno dei socialisti italiani affinchè si chiuda presto questa fondamentale trattativa a favore dell’Italia e dei paesi mediterranei. Il Recovery Plan sarà lo strumento che insieme al Mes potrà far realizzare un nuovo piano Marshall per l’economia italiana.

Se mettiamo a confronto i due programmi, Mes e Recovery Plan, quello con maggior condizionalità è il secondo. Attivare oggi il Mes non è affatto, come taluni sostengono, un segno di debolezza della nostra economia perché, a differenza degli altri paesi europei, i nostri titoli di stato vengono venduti con un alto tasso di interesse. I fondi del Mes possono segnare un grande cambio di marcia per il sistema sanitario nazionale, che per anni è stato in sofferenza, soprattutto in termini di nuove strutture e nuove tecnologie. Bisogna guardare in faccia la realtà e abbandonare quel no ideologico che ci ha bloccato fin qui e che rischia di far cadere l’Italia nel pantano. Non possiamo permettercelo.


Enzo Maraio

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