venerdì, 14 Agosto, 2020

Sessantamila posti di lavoro per giovani esperti di green economy

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L’economia “verde” come antidoto alla crisi. Saranno 60.000 i giovani esperti che potranno essere assunti grazie ad un incentivo fiscale promosso dal ministro dell’Ambiente Corrado Clini. I giovani esperti dovranno essere assorbiti nelle «imprese che operano nei settori avanzati della green economy e della protezione del territorio» La misura è stata trasmessa al Consiglio dei ministri per l’approvazione: il provvedimento prevede «l’applicazione di un credito di imposta alle imprese che assumono a tempo indeterminato giovani di età inferiore ai 35 anni, con una riserva del 30% a giovani di età inferiore a 28 anni».

 

SETTORI D’INTERESSE: PROTEZIONE DEL TERRITORIO, BIOCARBURANTI, ENERGIA – I settori d’interesse riguardano innanzitutto la «Protezione del territorio, per la prevenzione del rischio idrogeologico e sismico». Ma la misura guarda anche alla «Ricerca, sviluppo e produzione di biocarburanti di seconda e terza generazione», oltre che allo «sviluppo e produzione di tecnologie innovative nel solare fotovoltaico, nel solare a concentrazione, nel solare termodinamico e della geotermia».

UNA MISURA A COSTO ZERO – Il ministro ha ricordato che le nuove assunzioni dovranno essere aggiuntive rispetto alla media totale degli addetti degli ultimi 12 mesi e che il credito di imposta coprirà il 40% del costo lordo salariale di ogni singolo nuovo addetto. Gli sgravi, inoltre, non precederebbero alcun esborso aggiuntivo del governo visto che la copertura del costo sarebbe assicurata dalla rimodulazione di risorse disponibili e non impiegate.

INVESTIMENTO REDDITIZIO NEL “BREVE-MEDIO PERIODO” – La stima delle minori entrate fiscali è pari a 360 milioni per gli anni 2013, 2014, 2015. Secondo quanto sottolinea il ministro Clini «sulla base delle valutazioni del ministero, la misura tende a ripagarsi nel breve-medio periodo ed a generare successivi effetti positivi sulla finanza pubblica». Una nota del ministero dell’Ambiente spiega, in proposito, che «anche limitandosi a considerare il solo impatto diretto della misura, il saldo per la finanza pubblica rimane negativo per i primi due anni ma migliora sensibilmente, attestandosi su di una media di circa -100 milioni/anno». Per questo motivo, continua Clini, la misura dovrebbe essere adottata come misura «pilota» in grado di aprire la strada ad un processo di impulso di misure analoghe finalizzate alla crescita ed alla competitività dell’economia italiana.

RISPARMIO DI 100 MILIONI L’ANNO – Insomma sembra che la green economy oltre che un toccasana per l’ambiente lo sia anche per le tasche dell’Italia: la nota del Ministero, continuando a elencare i benefici del provvedimento, spiega che «anche limitandosi a considerare il solo impatto diretto della misura il saldo per la finanza pubblica rimane negativo per i primi due anni ma migliora sensibilmente, attestandosi su di una media di circa -100 milioni/anno». Il vantaggio si potrebbe dunque toccare con mano a partire dal terzo anno quando «il saldo pubblico diventa positivo e a regime si avvicina +420 milioni/anno».

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