giovedì, 25 Febbraio, 2021
Direttore Responsabile Mauro Del Bue

Sezioni Unite Psi Colli Bolognesi
Governo al bivio fra nuova sintesi e provvisorietà

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Tutti addosso a Renzi, l’irresponsabile, tutti con Conte il grande timoniere. Non ci piace una
semplificazione di questo tipo perché manichea, con tutto il male da una parte ed il bene
dall’altra: adesso chi è grande e chi è piccolo lo si vedrà dalla capacità di superare una crisi che
è stato sbagliato provocare, da parte di Renzi, dopo una sua indiscussa vittoria politica di
miglioramento del Recovery plan di fronte al perdurare di tendenze minimaliste e populiste
nella coalizione di governo. Prevale il senso di distruzione dell’avversario rispetto la ricerca di
una composizione di un conflitto dalle caratteristiche caratteriali in un Parlamento dove
abbondano incompetenza e presunzione ed in cui tanti, in particolare i credenti, dovrebbero
ricordarsi del confiteor, di “avere molto peccato in pensieri, parole opere ed omissioni per
MIA colpa, mia colpa mia grandissima colpa”. Se Conte ha avuto la capacità di gestire la prima
fase della pandemia pur a colpi di DPCM, la fase della ripresa richiede un più ampio consenso
politico oltre che quelle competenze che, ad esempio, non mancavano nelle ministre di IV.
Per la lapidazione di Renzi sono accorsi in molti: quanti di loro sono senza peccato? A
guardare i silenzi, il non ascolto delle esigenze della gente e degli insegnamenti dagli errori
compiuti nella prima fase della pandemia, lo scaricabile delle responsabilità, la messa sotto
accusa del ferragosto al mare quando i contagi sono ripresi un mese e mezzo dopo con
l’apertura delle scuole per un deficit di sicurezza non in queste ma nei trasporti, pochi o
nessuno potrebbero lanciare la prima pietra. Sbagliato è da parte di Conte rispondere ad una
scelta sbagliata di Renzi con un’altra scelta sbagliata di autosufficienza che può avere sbocchi
di avventurismo politico col rischio di consegnare il Paese agli emuli nostrani di Trump al cui
interno ci sono i nostalgici di una marcia eversiva che ha avuto successo, quella su Roma del
1922. Un atto di saggezza rispetto al proprio orgoglio farebbe bene a loro ed al paese, che ha
bisogno di avviare una ricostruzione in una visione e una prospettiva che superi l’immediato.
Facciamo nostre le parole del Presidente Mattarella e di papa Francesco per una composizione
dei conflitti aperti per un governo autorevole che avvii la ripresa rispondendo al grido di
speranza che sale dal paese. Irrinunciabile è la richiesta del Psi di una svolta Riformista da
parte di Conte così come il gruppo IV-Psi va ricondotto sotto un profilo strategico dove ci sia
qualcosa di Socialista o sciolta, per coerenza con una battaglia per i diritti e le protezioni
sociali che i Socialisti sostengono da 130 anni attraversati con il Regno d’Italia, il Fascismo e
finalmente con la Repubblica. Per questo e considerato la presenza nel nostro territorio di
Monte Sole e Marzabotto ci uniamo ai fermenti, alle personalità ed associazioni che hanno
dato vita all’appello Uniamoci per salvare il Paese perché sulla nostra terra non è avvenuto
nell’ottobre 1944 un derby fra fascisti ed antifascisti, come dicono i seguaci nostrani di Trump,
ma un eccidio crudele su innocenti che ricorda al mondo cosa sono fascismo e nazismo.

 

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