domenica, 21 Aprile, 2019

”Si Salvi chi può!”

0

Dal Viminale:”Si Salvi chi può!” Sì dal Viminale, da cui a caldo dopo l’iniziativa della Magistratura sulla vicenda Diciotti, il novello Achille aveva preannunciato la possibilità di rinunciare all’immunità parlamentare, si cambia strategia e si chiama in causa l’intero governo nella sua collegialità affinché tutta la maggioranza, specie quella grillina, faccia marcia indietro e, a tutela dei suoi uomini di governo, non ceda alla tentazione di votare per l’autorizzazione a procedere. Era questo impegno morale il presidio per i grillini della più assoluta trasparenza negli atti di governo.

La prima osservazione che viene spontanea è se ci sarà tra gli atti di governo una deliberazione di condivisione collegiale dell’operato di Salvini, non solo per la linea adottata dei porti chiusi, ma anche per tutte le misure adottate nella circostanza che non esentano nessuno dall’applicazione delle leggi. La domanda che viene spontanea è se il Ministro degli interni si sia fatto carico espressamente del rigoroso rispetto di tutte le norme a tutela delle persone implicate nella vicenda. Ed è su questo punto, anche se è dubbio che sia stata chiesta ed ottenuta la collegialità del Governo, che il tallone dell’Achille Salvini ha incominciato ad avere dei dubbi sulla sua invulnerabilità.

Nasce da questo dubbio il pressing affinché comunque la difesa debba avvenire prima della discesa nella fossa dei leoni chiedendo la solidarietà anche a tutela di tutto il governo che avrebbe omesso la vigilanza sulla legittimità di tutti i passaggi compiuti dal Ministro. In sostanza senza solidarietà è in causa, prima ancora della regolarità degli atti compiuti, la tenuta stessa del Governo.

E’ questa la divergenza di maggior peso tra le molte che stanno emergendo nella tenuta del governo,esasperata dal ribaltamento dei pesi elettorali rispetto all’elezioni politiche, una situazione che ai fini anche della conferma della leadership di Di Maio richiede un contenimento del protagonismo di Salvini. Quella della sommatoria dei punti di programma con relativa copertura aleatoria dato le tendenze recessive in atto, è stato l’errore più grossolano del contratto di governo facendo smarrire per strada che la priorità assoluta del Paese rimane il lavoro e chi vuole prenderlo di petto ha il dovere di attivare l’intervento pubblico con tutte le opere che attendono da anni di infrastrutturare il Paese con interventi in conto capitale ed in parallelo con quello altrettanto importante della manutenzione ordinaria che riduca gli interventi molto più cospicui conseguenti ai crolli come nel caso del ponte Morandi.

Non solo ma su di un forte e tempestivo intervento nelle opere pubbliche ci sarebbe stata in Europa una maggiore possibilità di solidarietà da parte dell’UE.

Roca

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply