martedì, 26 Marzo, 2019

Sicilia, l’Etna fa tremare la terra

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Mura che ‘vibrano’, lampadari che oscillano velocemente, la terra instabile sotto i piedi, mentre dai pensili cadono a terra suppellettili. Scene da una notte di paura sull’Etna, a tre giorni della nuova violenta eruzione sommitale. Alle pendici del vulcano attivo più alto d’Europa, alle 03.19 della notte tra il 25 e 26 dicembre, una scossa di magnitudo 4.8 ha svegliato la popolazione di soprassalto gettando nel panico diversi paesi, con famiglie subito scese per strada, ma anche Catania e grossi centri della sua Piana. Ci sono stati crolli in chiese e abitazioni. Per fortuna non ci sono stati morti. Però, a fine giornata sono 600 gli sfollati che la Regione ospiterà in strutture turistiche grazie a una convenzione con Federalberghi, mentre chi ha paura a ritornare a casa anche se agibile potrà dormire nei palasport attrezzati. Dall’Ingv, parlando del sisma, hanno spiegato che si tratta di un evento unico per la sua superficialità. L’ipocentro è stato calcolato a meno di un chilometro di profondità ed ha sviluppato una grande energia, avvertita anche a Taormina, nel Siracusano e nel Ragusano. Il centro della scossa è stato individuato tra Zafferana Etnea, Acireale, Aci Sant’Antonio, Aci Catena, Aci Bonaccorsi e Santa Venerina: i sei comuni dove sono ‘concentrati’ i danni maggiori. Ventotto persone hanno fatto ricorso alle cure dei medici negli ospedali. Ma solo due in codice giallo: una 70enne di Pennisi con fratture costali, contusioni e schiacciamento toracico e lombare, e un 71enne di Fleri con un trauma cranico non commotivo. Sono diverse le case crollate e decine quelle danneggiate.

Fleri, frazione di Zafferana Etnea, mostra le sue ‘ferite’ con calcinacci per strada, caduti anche dalla sua antica Chiesa. Danneggiate anche le altre due chiese delle stesso Comune. Nella chiesa Maria Santissima del Carmelo di Pennisi, frazione di Acireale, sono crollati il campanile e la statua di Sant’Emidio, venerato perché ritenuto il protettore dai terremoti. Un altro ‘miracolo’ della nottata, dopo quello vissuto da una famiglia di Fleri. Padre, madre e due figli minorenni, che, a letto, sono stati salvati dai mobili di casa che li hanno protetti a mo’ di scudo dai calcinacci delle mura dell’abitazione, ora parlano del “miracolo di essere rimasti vivi”. Sono stati salvati anche tre cuccioli di cane a Zafferana etnea, recuperati dalle macerie dai vigili del fuoco avvertiti dalla loro padrona. Per ore, il tratto tra Acireale e Giarre dell’autostrada Catania-Messina, è rimasto chiuso per lesioni sull’asfalto, ed anche la tratta ferroviaria lungo la litorale ionica. Il centralino del 112, il numero unico di intervento a Catania, è stato assaltato con oltre 200 chiamate per interventi di soccorso.

Immediatamente è scattata l’emergenza alla Prefettura di Catania, col prefetto Claudio Sammartino, che ha attivato il Centro coordinamento dei soccorsi. Lo stesso ha fatto la Protezione civile nazionale, con il capo dipartimento, Angelo Borrelli, che ha presieduto un vertice a Palazzo del governo. Angelo Borrelli ha affermato: “I tecnici ci dicono che si sta andando verso un raffreddamento della lava e ci dobbiamo aspettare una quiescenza dell’attività eruttiva il cui picco c’è stato a Natale, ora si va verso una diminuzione del fenomeno. Un team del Dipartimento è in partenza per le aree colpite per operare a supporto dei comuni per l’assistenza alla popolazione”.

A Fleri sono crollati muri e ci sono stati danni alle chiese. Il direttore dell’Ingv di Catania, Eugenio Privitera, ha spiegato: “La forte sismicità, oltre 30 scosse nella giornata di magnitudo superiore a 2.0, non lascia tranquilli. Non si può escludere un’apertura di bocche a quote minori da dove si sono aperte adesso, in particolare modo nella zona di Piano del Vescovo a sud della Valle del Bove. Per questo si stanno potenziando i sistemi di rilevamento sismici e Gps della deformazione del suolo in quella zona. La situazione ricorda quella dell’ottobre del 1984 che provocò un morto a Zafferana Etnea. E’ sempre la faglia di Fiandaca che quando si muove è pericolosa”. Privitera ci tiene a sottolineare: “Non c’è alcuna correlazione tra l’eruzione dell’Etna e la contemporanea attività dello Stromboli”. Dai crateri sommitali continua l’emissione di lava e cenere, ma l’aeroporto di Catania resta operativo. Solidarietà alle popolazioni del Catanese colpite dal terremoto e dall’eruzione dell’Etna è espressa in modo trasversale dal mondo politico. Il governatore Nello Musumeci ha anticipato che domani la sua giunta, da Catania, dichiarerà lo stato di calamità, con la contestuale richiesta a Roma della dichiarazione di emergenza.

Il vicepremier Luigi Di Maio, ha annunciato che domani sarà nel catanese per incontrare i cittadini e le autorità locali. Matteo Salvini ha ringraziato gli oltre 100 pompieri che stanno lavorando da stanotte.

La redazione dell’Avanti esprime tutta la propria solidarietà alla popolazione della Sicilia orientale colpita dal sisma, sperando che non ci siano i temuti sviluppi negativi paventati dai tecnici dell’Ingv.

Salvatore Rondello

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