sabato, 14 Dicembre, 2019

Sicurezza dei lavoratori una priorità nazionale

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“La sicurezza di chi lavora è una priorità sociale e uno dei fattori più rilevanti per la qualità della nostra convivenza. Non possiamo accettare passivamente le tragedie che continuiamo ad avere di fronte. Le istituzioni e la comunità nel suo insieme devono saper reagire con determinazione e responsabilità”. Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato per la 69esima edizione della ‘Giornata per le Vittime degli incidenti sul lavoro’ che si è svolta domenica a Palermo.

“Sono stati compiuti importanti passi in avanti nella legislazione, nella coscienza comune, nell’organizzazione stessa del lavoro. Ma tanto resta da fare per colmare lacune, per contrastare inerzie e illegalità, per sconfiggere opportunismi. Punto di partenza – ha aggiunto ancora il presidente – è un’azione continua, rigorosa, di prevenzione. L’applicazione e il rispetto delle norme va accompagnata a una corretta attività di vigilanza cui devono essere assicurate le risorse necessarie e che può essere utilmente sostenuta da strumentazioni moderne e da banche dati”.

“Iniziative come quelle che si promuovono oggi in tutto il territorio nazionale – ha proseguito Mattarella rivolgendosi all’Anmil – accrescono la consapevolezza del valore della formazione. Tutti, dai dirigenti dell’impresa ai singoli lavoratori, sono chiamati a prestare la giusta attenzione al rispetto delle norme e degli standard più avanzati e l’impegno comune è condizione per raggiungere il traguardo di una maggiore sicurezza”.
“La giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro – ha ancora sottolineato il presidente – è un’occasione preziosa per riflettere sui dati, tuttora così preoccupanti, delle morti e degli infortuni dei lavoratori e per far crescere la cultura e l’impegno della sicurezza nei luoghi di lavoro. Purtroppo – ha ulteriormente rilevato il capo dello Stato – le notizie di incidenti mortali continuano a essere quasi quotidiane. Alla scomparsa di un congiunto segue una grande sofferenza, anche economica e sociale della sua famiglia. Ancor di più sono i feriti sul lavoro e non pochi subiscono invalidità permanenti con conseguenze fisiche e morali assai serie, talvolta persino drammatiche. Per questo – ha concluso – desidero esprimere il mio apprezzamento all’Anmil per l’opera costante a sostegno delle vittime e delle loro famiglie e per l’impegno di promozione della sicurezza nel lavoro”.

Il 13 ottobre è stata celebrata in tutta Italia, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, la 69ma Giornata nazionale per le vittime degli infortuni sul lavoro. Evento che l’Anmil organizza ogni anno non solo per ricordare chi ha perso la vita o la salute sul posto di lavoro, ma anche per aprire una riflessione su questi delicati argomenti che possa coinvolgere contemporaneamente su tutto il territorio istituzioni, parti sociali e cittadini. L’Anmil ritiene che sia ormai giunto il momento per una generale riforma dell’assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali, che sappia rendere la tutela più aderente al mondo di oggi, guardando al futuro”.

Il fenomeno infortunistico in Italia continua a presentare numeri preoccupanti e a costare ogni anno troppe vite umane: per questo l’Anmil valuta urgente la promozione di una forte campagna di sensibilizzazione a livello nazionale in tema di prevenzione di infortuni e malattie professionali, attraverso la quale possano essere messi in risalto la gravità del fenomeno infortunistico e i costi sociali e umani che ne conseguono, con l’autorevolezza che può venire soltanto dalle istituzioni dello Stato.
Allo stesso tempo, secondo l’Associazione, la sensibilizzazione dovrebbe essere indirizzata direttamente alle aziende, attraverso un “piano straordinario” che preveda pure il coinvolgimento di volontari in qualità di consulenti, che possano fornire una formazione vera, partecipata e di impatto, che vada oltre l’assolvimento delle norme e la regolarità burocratica.

E’ necessario, poi, proporre una formazione non meramente normativa, ma caratterizzata da un approccio metodologico nuovo, basato su un’analisi innovativa del rischio e sul valore della testimonianza di chi ha subito un infortunio. Da subito, inoltre, occorre lavorare per il rafforzamento delle iniziative di formazione e informazione nelle scuole di ogni ordine e grado, al fine di integrare in ogni attività scolastica specifici percorsi formativi interdisciplinari alle diverse materie volti a favorire la conoscenza delle tematiche della salute e della sicurezza, in attuazione di quanto previsto dall’articolo 11 del decreto 81/2008.

Carlo Pareto

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