sabato, 17 Agosto, 2019

Dl SICUREZZA, ARRIVANO I RICORSI

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Mentre infuria la polemica tra Leoluca Orlando e Matteo Salvini, con il sindaco di Palermo che ‘sospende’ il decreto sicurezza, circola la notizia, poi smentita dalla questura di Palermo, secondo cui agenti della Digos si sarebbero presentati negli uffici dell’anagrafe del Comune di Palermo. Un fatto che la questura definisce privo “di fondamento. “Nessun dipendente della locale Digos – si legge in una nota – ha fatto accesso negli uffici comunali”. Anche il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha ribadito che “non c’è stata alcuna ispezione della Digos negli uffici del Comune di Palermo”. Fatto sta che la norma voluta con forza dal ministro Salvini, sta seminando malcontento anche in aree del Movmento 5 Stelle. Già ci sono state defezioni di peso. Come quella di De Falco. Il vicepremier Luigi Di Maio, preoccupato delle conseguenze interne per il Movimento, già in calo nei sondaggi, ha richiamato all’ordine tutti gli esponenti di M5s sull’applicazione della legge.”Se c’è qualche membro della maggioranza a disagio”, ha detto il vicepremier “si deve ricordare che fa parte di una maggioranza che quel decreto lo ha votato”. E aggiunge: “Vorrei ricordare ai sindaci che non hanno nessuna autorità” per chiudere e aprire i porti.

Intanto contro il decreto sicurezza la Regione Toscana farà ricorso alla Corte Costituzionale. Lo annuncia il governatore toscano, Enrico Rossi: “La materia sanitaria, assistenziale e l’istruzione sono anche materia concorrente su cui le Regioni, per il titolo V della Costituzione, hanno potere di legiferare. Sopra le leggi dello Stato e delle Regioni c’è poi il pronunciamento della Corte Costituzionale”. Potrebbe a breve con una iniziativa analoga anche il Piemonte. Mentre a Palermo contro il decreto sicurezza è sceso in piazza, nonostante freddo e pioggia, un nutrito gruppo di cittadini che si è radunato davanti al Municipio, per un sit-in, nato spontaneamente sui social. Il sindaco Leoluca Orlando torna ad attaccare il governo mentre l’arcivescovo Corrado Lorefice invita a non rimanere in silenzio davanti a “disumani decreti”. In piazza esponenti del terzo settore, associazioni tra cui Legambiente, Anpi, la Cgil, ma anche gruppi studenteschi e privati cittadini. “Al nervosismo del ministro Salvini – ha detto Orlando – rispondo che io ho esercitato le mie funzioni di sindaco e ho sospeso l’applicazione di norme di esclusiva competenza comunale che potevano pregiudicare i diritti umani dei migranti che sono persone”. Orlando attacca anche il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli che ha contestato la protesta dei sindaci: “Il porto di Palermo è aperto e accoglie i migranti, dico al ministro Toninelli di smetterla di fare il pupo nelle mani dell’eversivo Salvini”.

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