mercoledì, 20 Gennaio, 2021

Sicurezza sul lavoro, Uil: “Confronto non rinviabile”

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Le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Istituto tra gennaio e ottobre sono state 421.497 con un calo del 21,1% rispetto allo stesso periodo del 2019. Nello stesso periodo le denunce di infortunio con esito mortale sono state 1.036 con un aumento del 15,6%. Lo rileva l’Inail sottolineando che i dati di quest’anno sono “fortemente influenzati dall’emergenza coronavirus”. Sono in diminuzione le patologie di origine professionale denunciate, che sono state 36.619 (-28,3%).

“Superano i mille casi, al 31 ottobre 2020, secondo l’Inail, le denunce di decessi, avvenuti sul luogo di lavoro.
In 10 mesi di rilevazione sono 140 in più i casi di morti sul lavoro rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un terzo di questi, causato dall’infezione da Covid-19. Un incremento – dichiara Ivana Veronese – che non accenna a diminuire e che ha riguardato in particolar modo la gestione “Industria e servizi” (da 761 a 907 denunce) e il “conto Stato” (da 16 a 35).
Non può non destare una forte preoccupazione l’andamento delle denunce di infortunio mortale, soprattutto se si considera la chiusura delle attività produttive, che da marzo a maggio, nella fase di lockdown, riguardava quasi tutti i settori, esclusi quelli delle attività ritenute essenziali e il forte ricorso allo smart working.
La situazione appare sempre più critica e non può essere più rinviabile un serio confronto con il Governo su questioni cruciali riguardanti la salute e la sicurezza di lavoratrici e lavoratori che continuano a morire nei luoghi di lavoro.
Va riportata l’attenzione su temi che questa fase di emergenza sanitaria ha messo in secondo piano ma che non possono più aspettare: vigilanza, formazione, prevenzione, sono solo alcune delle questioni da affrontare, per cercare di fermare questa crescita incessante di morti sul lavoro”.

Roma, 1 dicembre 2020

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