sabato, 4 Aprile, 2020

Sidney. L’incubo dell’Isis finisce dopo 16 ore

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Sydney-ostaggi-terroristi-LindtSi è concluso con la morte di tre persone, fra cui il sequestratore, e il ferimento di altre quattro, l’assedio alla caffetteria che ha tenuto con il fiato sospeso l’Australia per sedici ore. Alle 23 e 30 circa di ieri (ora italiana) un uomo armato ha fatto irruzione nella cioccolateria Lindt nel centro finanziario di Sydney sequestrando diversi ostaggi. Si tratta di Man Haron Monis, iraniano di 49 anni, autoproclamato sceicco, già noto alla polizia perché è stato accusato di violenza sessuale, complicità in un omicidio, e di una campagna di odio contro le famiglie dei soldati australiani che hanno combattuto in Afghanistan.

L’uomo ha piazzato due bombe nella caffetteria e altre due all’esterno e ha ha tenuto in ostaggio decine di persone nel locale, dopo ore di tensione, cinque persone riescono a sfuggire al sequestro scappando. Sulla caffetteria, affissa a una finestra del locale, è comparsa una bandiera islamica nera, riconducibile alla fazione siriana jihadista di Al Nusra, il che aveva fatto temere un attentato di stampo jihadista. Il sequestratore ha poi chiesto alla polizia una bandiera dello Stato Islamico in cambio della liberazione di altri ostaggi.

Sydney-fuga-ostaggiLa polizia ha fatto scattare il blitz dopo che è stato avvertito un colpo d’arma da fuoco da dentro la caffetteria, durante il blitz il sequestratore è morto insieme a un altro ostaggio, di cui non sono ancora note le generalità. Secondo i media locali, il 49enne è stato visto attraverso le vetrine del caffè mentre usava uno degli ostaggi come scudo umano. Subito dopo un robot antibomba manovrato dagli artificieri è entrato in azione nel caffè di Sydney a caccia di possibili ordigni.

Sydney-polizia-feritiIl sequestro è stato subito condannato dalle autorità religiose musulmane. I gruppi musulmani australiani hanno sottolineato che la scritta “shahada” (Non c’è altro Dio al di fuori di Allah, Maometto è il suo profeta)sulla bandiera usata dagli jihadisti «non rappresenta una posizione politica, ma riafferma la testimonianza di una fede di cui si sono appropriati indebitamente individui disorientati che non rappresentano null’altro che loro stessi».

Liberato Ricciardi

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