martedì, 24 Novembre, 2020

Silvestrini: A Roma non si può sbagliare. I socialisti ci sono

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“Sarà un appuntamento importante per Roma e per i cittadini Romani; Il PSI dopo il congresso nazionale di un anno e mezzo fa che ha portato all’elezione di Enzo Maraio come segretario nazionale e di un nuovo gruppo dirigente, ha deciso di tornare protagonista sulla scena politica”. A parlare è Andrea Silvestrini, segretario della federazione romana del Psi che fa il punto su come il Partito si sta organizzando per affrontare nel modo migliore il rinnovo del consiglio comunale e soprattutto su quelli che saranno i temi da portare all’attenzione dei cittadini e sui quali incentrare la campagna elettorale.

 

“Il lavoro fatto in questi 18 mesi – continua Silvestrini – ha già dato dei risultati importanti. Siamo riusciti a rimettere il simbolo sulle schede elettorali riacquisendo visibilità e consenso. Ottimo il risultato della lista del Psi in Campania che nelle ultime elezioni regionali ha ottenuto il 2,6% eleggendo un consigliere. Nuove energie ed esperienza acquisita di tanti compagni sono il connubio vincente di un Partito che oggi ha le idee chiare, Importante quindi il contributo di tutti. Finalmente un dato certo ed importante dal quale ripartire. Le elezioni di Roma hanno una valenza nazionale e il dato del PSI nella capitale sarà determinante per dare un ulteriore spinta in avanti del nostro Partito. Per rispondere alla tua domanda aggiungo che il partito a Roma sta lavorando intensamente e che anche qui nonostante il poco tempo sono stati raggiunti traguardi inaspettati. Siamo con la dignità che meritiamo e in completa autonomia al tavolo del centro sinistra. Abbiamo avuto a luglio l’incontro in Campidoglio con la Sindaca raggi avendo un riconoscimento e una legittimazione importante. Dopo anni abbiamo ripresentato una proposta a firma PSI in assemblea capitolina e per questo voglio ringraziare la consigliera Cristina Grancio del gruppo misto che si è fatta portavoce delle nostre istanze. Il PSI oggi in città è una forza organizzata e presente. Abbiamo un coordinatore in ogni municipio e in quasi tutti i 120 comuni dell’area metropolitana. Proprio qualche giorno fa ho partecipato alla presentazione del coordinamento del PSI ad Ariccia. Insomma quello che si è formato è un gruppo di lavoro straordinario dove c’è un’intesa tra coordinatori territoriali, segreteria e direzione. La cosa però più importante è che siamo riusciti a rimettere al centro della nostra azione la Politica. Ricominciando a parlare ai territori, alle categorie, ai corpi intermedi e soprattutto alle cittadine e ai cittadini.

 

La candidatura di Calenda prima ancora che il Pd abbia espresso un candidato accende ancora di più l’attenzione sulle elezioni per la capitale. Cosa ne pensi?
Carlo Calenda è sicuramente un nome  importante e una figura competente e preziosa  sulla quale poter ragionare ma in questo momento come priorità abbiamo quella di pensare ai programmi e ad una visione futura di città. Abbiamo anche l’esigenza di riallacciare un dialogo con i territori. Se ci dovessero essere altre figure pronte a candidarsi, credo che la strada più democratica e più giusta sia quella di aprire la città e i candidati al dialogo e al confronto. Per questo chiediamo tre cose: primo le primarie di coalizione. Secondo che si trovino al più presto tre punti imprescindibili dove l’intera alleanza di centro sinistra si riconosca, da far sottoscrivere a chiunque si volesse candidare. Tre, che si prendano a modello le esperienze dei quattro municipi già governati dal centro sinistra. Ricordo che il perimetro di una coalizione si determina non solo con le sigle e con i nomi ma soprattutto con un’idea comune di città e con proposte condivise.

 

Il Psi nelle ultime elezioni amministrative e regionali si è presentato con il proprio simbolo. Sarà così anche per Roma?
Stiamo lavorando per esser visibili e cercare di rimettere anche a Roma il simbolo sulla scheda. Qui si partiva da una situazione davvero difficile. Qualcuno dice che Roma del Psi erano rimaste le macerie, io aggiungo che si erano portate  via anche quelle. Per questo oggi mi sento in dovere di ringraziare tutte le compagne ed i compagni che stanno credendo con forza in questo progetto e si stanno impegnando per ridare un’anima ed un copro al PSI. Qualcuno dice che stiamo facendo un’operazione titanica. Vero, ma a noi piacciono le sfide. E poi il trend sta dalla nostra parte. I socialisti governano in Spagna e Portogallo, due mesi fa abbiamo vinto le elezioni amministrative a Parigi e la scorsa settima a Vienna. Nulla ci impedisce dunque di vincere con il centro sinistra a Roma e di svolgere come socialisti un ruolo da protagonisti.

 

Esiste un’area di centrosinistra che non si riconosce nel PD e con cui lavorare per una aggregazione più larga? A che punto è l’intesa?
Con serietà e lealtà stiamo cercando in tutti i modi di allargare la nostra area al mondo ecologista. La sfida del futuro sarà quella di coniugare i diritti sociali delle persone e le nuove sfide ambientali. Il partito democratico deve continuare ad essere l’azionista di maggioranza della coalizione, ma alla sua sinistra abbiamo il dovere di far crescere una sinistra moderna che sappia dare delle risposte  chiare su lavoro, ambiente, diritto alle cure, messa in sicurezza dei territori, accesso per tutti alla rete e digitalizzazione. Insomma una sinistra socialista, progressista, ecologista e femminista. Questo  non è solo uno slogan ma è un obiettivo. Di assoluta importanza il dialogo avviato con le altre forze di sinistra, sia politiche che civiche, nella nostra città.

 

A livello nazionale il Pd governa con i 5 Stelle. Pensi che uno schema di questo tipo possa essere replicato per Roma?
Su questa cosa voglio essere chiaro. I socialisti dicono no alla raggi bis. Però poi una coalizione seria che punta a vincere deve assolutamente aprire agli elettori dei 5 Stelle che non hanno avuto una responsabilità diretta nella giunta ma solo quella, 5 anni fa, di credere in un cambiamento che non c’è stato. Dobbiamo essere in grado di dare delle risposte ed essere punto di riferimento anche per questi elettori e cittadini.

 

Il Pd è l’alleato di maggioranza ma su Roma ancora non ha deciso come muoversi. Questa attesa da cosa dipende secondo te?
Esiste un tavolo di coalizione fortemente voluto dal Pd  romano e dal suo segretario Andrea Casu che ha saputo rimettere insieme tutti i pezzi del centro sinistra. Ora la coalizione si apre alla città  e alle esperienze civiche. Stanno arrivando proprio in queste ore  tante adesioni di movimenti associazioni e personalità di spicco che dichiarano di sostenerci.

 

Dopo questi anni di amministrazione 5 stelle e dopo le aspettative che il Movimento di Grillo aveva suscitato si può fare un bilancio di quanto fatto?

Roma ha bisogno di una svolta di un vero e proprio cambio di marcia indipendentemente dal lavoro fatto in questi ultimi 5 anni. Le cittadine ed i cittadini di questa città hanno il diritto ed oggi anche l’urgenza  di essere ben governati. Il centro sinistra quindi ha una grande responsabilità, quella innanzitutto di far cessare le risse e le polemiche mediatiche e di fare il possibile per presentarsi con un centrosinistra unito e compatto alla sfida di giugno. Non perdo occasione per fare appelli al buon senso e alla responsabilità. La semplifico con una battuta: quelli che ci sono stati fin ora non sono stati in grado ma quelli che potrebbero arrivare dopo sono sicuramente peggio.

 

La politica è vista con sempre più fastidio dagli elettori. Il voto referendario per il taglio dei parlamentari ne è un esempio. Come riallacciare un rapporto positivo con i cittadini?
Nell’ultimo referendum siamo stati convintamente schierati per il NO, e penso che il taglio dei parlamentari, se unito ad uno sbarramento al 5%, metta in seria discussione la democrazia rappresentativa. Abbiamo il dovere di far di tutto, dunque, per riconnettere la politica con la gente e la gente con i partiti. La partecipazione, la discussione il dibattito sono il sale della democrazia.

 

Roma è diventata sinonimo di degrado, sporcizia e malagestione: dimmi tre punti essenziali per la città e su cui è urgente intervenire.
Far ripartire il circuito economico della città anche per creare più opportunità di lavoro. Lotta con ogni mezzo alle vecchie e nuove povertà, purtroppo in aumento; e qui dovremmo soffermarci sul diritto all’abitare e terzo un nuovo modello ecosostenibile di mobilità. Cerchiamo di ridare a Roma l’importanza e la dignità che merita. Una grande capitale europea deve anche essere una capitale del progresso una capitale dello  sviluppo e una capitale dell’accessibilita per tutti anche per le persone con disabilità. Ci sono poi altre due priorità che riguardano la parte istituzionale: decentramento e più poteri ai municipi e fondi per Roma capitale. Infine non possiamo dimenticare la valorizzazione dell’immenso e immortale patrimonio culturale della città. Per concludere un suggerimento a noi stessi: ripartiamo con la semplicità e la concretezza di Sandro Pertini che diceva che il popolo italiano in fondo ha bisogno di tre cose: di un lavoro, di una casa e di curare se stesso e i propri cari. I socialisti a Roma ripartono da qui.

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