lunedì, 14 Ottobre, 2019

Sindacati edili: “Lotta al lavoro nero, infortuni e dumping contrattuale siano priorità”

0

Inps
FASCICOLO PREVIDENZIALE DEL CITTADINO
È un portale di accesso ai principali servizi messi a disposizione dall’Inps per l’utente. Il servizio è rivolto a tutti i lavoratori, sia dipendenti pubblici che privati, italiani o stranieri, ai pensionati e alle persone che hanno presentato o devono presentare domanda di invalidità civile.
Come funziona
Tramite il fascicolo previdenziale del cittadino è possibile consultare, scaricare e stampare la documentazione relativa alla propria posizione contributiva, alle certificazioni sanitarie o reddituali e la corrispondenza inviata dall’Istituto. Le funzionalità disponibili sono le seguenti: stampa; help; comunicazioni telematiche (invio, lista comunicazioni) – banca dati per l’occupazione dei genitori; anagrafica di dettaglio – informazioni anagrafiche di riepilogo; provvedimenti Gestione Dipendenti Pubblici – visualizzazione dei provvedimenti emessi dalla Gestione Dipendenti Pubblici; domande presentate di pensioni – visualizzazione delle lettere di accoglimento e rifiuto delle domande di pensione; posizione assicurativa (estratto conto, segnalazione contributive, Gestione Separata, estratto conto integrato) – informazioni sulla propria posizione contributiva e strumenti per la gestione delle segnalazioni da inviare all’Istituto;
prestazioni fornite:
Pensioni del titolare (lista pensioni, anagrafica, dettaglio, deleghe, riscossione, deleghe sindacali, cambio ufficio pagatore); informazioni sui rapporti di pensione; pagamenti, richieste presentate, dichiarazioni reddituali, Bonus 80 euro (decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66); informazioni sui pagamenti ricevuti, sulle domande presentate e sulle campagne Red; invalidità civile (certificato medico introduttivo, istanze presentate, iter sanitario concluso) – informazioni sulle domande per le quali si è concluso l’iter sanitario e visualizzazione del certificato medico introduttivo e delle richieste presentate; decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze 21 settembre 2015; Inps risponde – visualizzazione dei quesiti posti nel punto cliente informativo; modelli (Certificazione Unica dal 2016, Certificazione Unica dal 2015 – Cud unificato 2013-2014 – Cud pensionati fino al 2012, Cud assicurati fino al 2012, Certificato di pensione – Obis/M, certificato fiscale professionisti, altre certificazioni fiscali) – visualizzazione dei relativi modelli; cessione del quinto – informazioni sui piani di cessione del quinto attivi; Cassetta postale online – visualizzazione della documentazione spedita all’utente.
Per accedere al servizio online è necessario essere in possesso di codice fiscale, Pin dispositivo o Spid

Economia
AL VIA MISURAZIONE RAPPRESENTATIVITA’ SINDACALE NELLE PMI
Nel pomeriggio del 3 settembre scorso, si è tenuto il primo incontro fra i vertici della Confapi, di Cgil, Cisl e Uil e dell’Inps per l’avvio dei lavori che consentiranno di misurare la rappresentanza delle organizzazioni sindacali nelle aziende della piccola e media industria aderenti a Confapi, dando così attuazione all’accordo interconfederale stipulato dalle parti sociali nel luglio del 2016. La rappresentatività di ogni sigla sindacale. sarà definita, per ciascun Ccnl del sistema Confapi, sulla base del numero degli iscritti ad ogni organizzazione sindacale. e del numero di voti da ognuna di esse ottenuto nell’ambito delle elezioni delle rappresentanze sindacali aziendali. L’attività di misurazione degli iscritti alle OO.SS. e dei voti ottenuti nel corso delle elezioni delle rappresentanze aziendali sarà gestita dall’Inps, con il supporto dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro. Nel corso della riunione, alla quale hanno preso parte il Direttore generale dei rapporti di lavoro, Romolo De Camillis, e il Capo dell’Inl, Gen.le Leonardo Alestra, il Presidente della Confapi, Maurizio Casasco, e i rappresentanti sindacali – Carlo Podda (Cgil), Sergio Spiller (Cisl), Michele Tartaglione (Uil) – hanno espresso forte apprezzamento per la disponibilità dell’Inps di farsi carico di questo importante servizio e per la celerità con la quale sono stati avviati i relativi lavori. Per il Presidente dell’Istituto di previdenza, Pasquale Tridico, la misurazione della effettiva rappresentatività di ogni OO.SS. costituisce un importante elemento di trasparenza utile a consolidare il sistema delle relazioni industriali del Paese ed a rafforzare la tutela previdenziale dei lavoratori. Al contempo, un sistema oggettivo di misurazione del livello di rappresentatività delle OO.SS. costituisce il fondamentale presupposto per rendere operative le misure di legge in materia di salario minimo che il Governo sta perfezionando. Il Direttore Generale dell’Inps, Gabriella Di Michele, ha fatto sapere che i tecnici dell’Ente, con il supporto dei funzionari dell’Inl, si metteranno da subito al lavoro per realizzare le procedure e le attività amministrative volte a consentire l’avvio delle attività di raccolta dei dati già nel corso dei prossimi mesi.
Nel contempo è ripartita anche la misurazione della rappresentatività delle OO.SS. nelle aziende del sistema Confindustria, la firma della Convenzione, da parte del Presidente di Confindustria dei Segretari generali di Cgil, Cisl e Uil è prevista nel corso delle prossime settimane.

Sindacati edili
LOTTA A INFORTUNI SIA PRIORITA’ NUOVO GOVERNO
“La lotta al lavoro nero, agli infortuni e al dumping contrattuale siano le priorità del nuovo esecutivo, in un settore, quello delle costruzioni, che è sempre di più una giungla”. Così hanno dichiarato, all’unisono, in una recente nota Vito Panzarella, Franco Turri e Alessandro Genovesi, segretari generali di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil, i sindacati del comparto costruzioni.
“Al nuovo ministro del Lavoro chiediamo di non occuparsi tanto di stabilire in cifra fissa un minimo salariale legale (che nel caso dell’edilizia, se fosse di 9 euro l’ora, sarebbe inferiore anche ai minimi di paga base per l’operaio comune di tutti i nostri ccnl), dando invece attuazione all’art. 39 della Costituzione e facendo così dei trattamenti minimi complessivi stabiliti dai ccnl il vero salario minimo”.
“Soprattutto, chiediamo una vera lotta al lavoro nero e agli infortuni sul lavoro attraverso: il ripristino del Durc (Documento unico di regolarità contributiva) a tre mesi e per cantiere; l’attuazione dell’articolo 105 comma 16 del Codice degli appalti che prevede l’introduzione della congruità e per cui basterebbe un semplice decreto ministeriale; l’introduzione della Patente a punti per premiare le imprese ad infortuni zero e l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro, per punire chi invece risparmia scientemente sulla vita degli operai. Tutte misure di forte impatto e a costo zero”.
“Al nuovo ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture – hanno continuato Panzarella, Turri e Genovesi – oltre a chiedere l’immediato rilancio delle opere infrastrutturali fondamentali, a partire dal Sud Italia, chiediamo di ripartire dal Protocollo di intesa, sottoscritto il 13 aprile 2018 tra il dicastero e i sindacati dell’edilizia e dei trasporti, per cominciare, dagli appalti pubblici, a dare attuazione a una vera strategia contro il dumping contrattuale”. “Nei cantieri edili, anche quelli pubblici – hanno aggiunto i tre segretari – e delle principali stazioni appaltanti vi è ormai di tutto: non solo catene lunghe di sub appalti, ma anche l’applicazione di ccnl diversi da quello dell’edilizia, in una vera e propria corsa al massimo ribasso ‘travestito’. Si va dal contratto multi servizi delle pulizie (costo orario complessivo 11,93 euro al 1° livello) a quello metalmeccanico e orafo artigiano (costo 13,33 euro l’ora), a quello metalmeccanico industriale (14,13 euro l’ora), contro il ccnl dell’edilizia che ha un costo medio orario al primo livello di 17 euro”.
“Contratti – concludono Feneal, Filca, Fillea – che non solo riconoscono ai lavoratori salari più bassi, ma che non hanno quegli strumenti bilaterali come le scuole edili e i Comitati territoriali per la sicurezza, da sempre presidio a tutela della salute e dell’integrità fisica dei lavoratori in cantiere”.

Istat
DISOCCUPAZIONE IN CALO AL 9,9%
Il tasso di disoccupazione nel secondo trimestre del 2019 è calato di 0,4 punti e si è attestato al 9,9%. E’ quanto rende noto l’Istat, nel precisare come il dato “sia in diminuzione sia rispetto al trimestre precedente sia in confronto a un anno prima. Tale andamento si associa alla stabilità congiunturale e alla crescita tendenziale del tasso di inattività delle persone con 15-64 anni”. Nel raffronto tendenziale, prosegue l’Istat, per il nono trimestre consecutivo si riduce il numero di disoccupati (-260 mila in un anno, -9,3%), coinvolgendo entrambi i generi, le diverse aree territoriali e tutte le classi di età. Dopo due trimestri di calo, torna ad aumentare il numero di inattivi di 15-64 anni (+63 mila in un anno, +0,5%).
Nel secondo trimestre del 2019 si registra un aumento dell’occupazione rispetto al trimestre precedente (+0,6%), “in un contesto di calo della disoccupazione e dell’inattività”. Con riferimento all’input di lavoro, nello stesso periodo, per le ore lavorate si osserva una lieve flessione su base congiunturale (-0,1%) e un rallentamento della risalita in termini tendenziali (+0,4%). “Queste dinamiche del mercato del lavoro -precisa l’Istat – si inseriscono in una fase di sostanziale ristagno dell’attività economica confermata, nell’ultimo trimestre, da una variazione congiunturale nulla del Pil”.
Dal lato dell’offerta di lavoro, rende noto nel dettaglio l’Istituto di Statistica, nel secondo trimestre il numero di persone occupate lievita in termini congiunturali (+130 mila, +0,6%) , a seguito dell’incremento dei dipendenti, sia permanenti sia a termine, e con minore intensità degli indipendenti. Il tasso di occupazione sale al 59,1% (+0,3 punti). Nei dati mensili più recenti (luglio 2019), al netto della stagionalità, il tasso di occupazione e il numero di occupati mostrano un lieve rallentamento in confronto al mese precedente.
Nell’andamento tendenziale prosegue a ritmi meno sostenuti l’ascesa del numero di occupati (+0,3%, +78 mila in un anno), dovuta ai dipendenti permanenti a fronte del ridimensionamento di quelli a termine e degli indipendenti; l’incidenza dei dipendenti a termine sul totale dei dipendenti scende al 17,2% (-0,2 punti in un anno). Dopo la frenata nell’ultimo periodo, si arresta l’avanzata degli occupati a tempo pieno mentre prosegue l’aumento del tempo parziale; l’incidenza del part time involontario è stimata al 64,8% dei lavoratori a tempo parziale (+1,2 punti). Alla crescita dell’occupazione soprattutto nel Nord e più lievemente nel Centro (+0,7% e +0,1%, rispettivamente) si contrappone, per il terzo trimestre consecutivo, la flessione nel Mezzogiorno (-0,3%). Analizzando i dati di flusso, a distanza di 12 mesi, si stima un incremento della permanenza nell’occupazione, in particolare nel Nord e tra i giovani di 15-34 anni a fronte della diminuzione nel Mezzogiorno e nella fascia di età 50-64 anni. Tra i dipendenti a termine, oltre alla maggiore permanenza nell’occupazione, progrediscono in maniera cospicua le transizioni verso il tempo indeterminato.
Infine, continua l’Istat, dal lato delle imprese, prosegue la salita della domanda di lavoro, con un aumento delle posizioni lavorative dipendenti dello 0,3% sul trimestre precedente e dell’1,5% su base annua, sintesi della crescita sia dell’industria sia dei servizi. L’incremento delle posizioni lavorative è associato a un abbassamento delle ore lavorate per dipendente pari allo 0,6% su base congiunturale e allo 0,9% su base annua. Il ricorso alla cassa integrazione riscontra una variazione positiva. Il tasso dei posti vacanti sale su base congiunturale di 0,1 punti percentuali mentre rimane invariato su base annua. Il costo del lavoro cresce dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e del 2,4% in confronto all’analogo trimestre dell’anno precedente, sintesi di un aumento delle retribuzioni (+0,1% su base congiunturale e +1,6% su base annua) e degli oneri sociali (+0,3% su base congiunturale e +4,5% su base annua).
Nella ricerca di lavoro, seppure in lieve ridimensionamento, continua ancora a prevalere l’uso del canale informale: rivolgersi a parenti, amici e conoscenti infatti rimane la pratica più diffusa (82,7%, -0,7 punti); seguono l’invio di curriculum (65,4%, -0,5 punti) e la ricerca tramite internet (55,6%, -2,0 punti). E’ il dato che emerge sempre dalla rilevazione Istat relativa al mercato del lavoro nel secondo trimestre dell’anno. Si allarga tuttavia sia la quota di disoccupati che ha contattato il Centro pubblico per l’impiego (22,3%, +1,1 punti) sia quella di quanti si sono rivolti alle agenzie di somministrazione (12,2%, 1,6 punti).

Economia
DAL NORD ARRIVA QUASI META’ DEL PIL E TASSE
Dal Nord arriva quasi la metà del pil, delle tasse, degli occupati e degli investimenti. Lo rileva la Cgia secondo la quale “il rischio concreto che il profondo Nord finisca ai margini dell’azione del nuovo Governo Conte”. Le 6 regioni a guida centrodestra (Liguria, Piemonte, Lombardia, Veneto Trentino e Friuli), rischiano, per la Cgia, di non avere molta voce in capitolo sulle decisioni importanti del nuovo Governo benché con un peso economico e occupazionale estremamente significativo per la stabilità e la crescita del Paese. Oltre al taglio delle tasse e a una ripresa degli investimenti infrastrutturali, “il Nord guarda con attenzione al tema dell’autonomia differenziata. Le sei regioni del Nord, dagli ultimi dati disponibili, producono complessivamente poco più di 721 mld di euro di valore aggiunto (46,6% totale nazionale). Le imprese private sono 2 mln (38,1% totale),hanno 8 mln di lavoratori (48% totale), un export di 336 mld (58,2% del totale) e investimenti fissi lordi realizzati di 142 mld (49%).

Carlo Pareto

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply