lunedì, 26 Ottobre, 2020

Sindacati in piazza per “ripartire dal lavoro”

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Oggi, CGIL, CISL E UIL sono scesi in piazza per andare avanti con il lavoro, fattore fondante della nostra Costituzione, fattore indispensabile per il progresso civile ed economico del nostro Paese.
Dopo ‘La notte del Lavoro’ del 29 luglio scorso, le tre Confederazioni hanno organizzato oggi una giornata di mobilitazione nazionale con iniziative regionali per avanzare proposte e richiedere la presenza dei sindacati nella costruzione del futuro del Paese, dopo l’emergenza Covid.
Lo slogan della mobilitazione di Cgil, Cisl e Uil in 23 piazze d’Italia è ‘RIPARTIRE dal LAVORO’.
I tre segretari generali sono presenti con il loro intervento in tre grandi città del Nord, Centro e Sud, mentre nelle altre piazze ci sono i segretari confederali: a Milano, in piazza Duomo, la leader Cisl Annamaria Furlan, a Roma, in piazza del Popolo, il segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri, a Napoli, in piazza Dante, il leader della Cgil Maurizio Landini.
Sono tante le questioni portate in piazza: la proroga degli ammortizzatori sociali e le vertenze aperte; la riforma fiscale e la lotta all’evasione; il rinnovo dei contratti nazionali pubblici e privati che riguarda oltre dieci milioni di lavoratori; il diritto all’istruzione e ad una scuola sicura; sanità pubblica, sicurezza sul lavoro, conoscenza e cultura; investimenti, politiche industriali, digitalizzazione, lavoro stabile e sostenibile, mezzogiorno; legge per la non autosufficienza, previdenza e inclusione sociale.

CGIL. CISL e UIL fanno sapere: “La proroga degli ammortizzatori e del blocco dei licenziamenti non produrrà gli effetti desiderati se il Paese non sarà in grado di ripartire attraverso una progettualità e una visione che concentri la propria azione sul lavoro, sulla persona e di conseguenza sulle necessarie riforme, a partire da quella  fiscale. Oggi, siamo in un contesto sociale difficile, condizionato da un immobilismo politico che non lascia intravedere un impegno concreto rispetto alla necessità di operare scelte condivise in grado di cogliere le opportunità che le risorse europee, Recovery Fund e lo stesso MES, sarebbero in grado di realizzare”.
Secondo le tre confederazioni: “Servono nuove risposte in particolare per giovani, donne e pensionati che in questi mesi hanno pagato, più di altri, la mancata pianificazione di misure in grado di garantire un supporto concreto. Il Paese ha bisogno di ricomporre un tessuto sociale che l’emergenza Covid ha messo e sta mettendo tutt’ora a dura prova, a partire dal sistema sanitario”.

Cgil, Cisl e Uil sostengono: “Si deve ripartire dal lavoro, dal buon lavoro, in cui si opera in sicurezza e in cui si rinnovano i contratti sia pubblici che privati, condizione indispensabile per dare valore e dignità alle persone”.
I leader sindacali chiedono al governo di ascoltarli e lamentano di non essere stati convocati a discutere insieme dei progetti del Recovery Fund. La mobilitazione di oggi punta quindi a rilanciare il ruolo delle parti sociali nella costruzione di un paese diverso, con meno disuguaglianze, più coeso e più solidale.
Ma per fare questo bisognerebbe insistere anche nell’attuazione del dimenticato art. 46 della nostra Costituzione che recita: “Ai fini della elevazione economica e sociale del lavoro e in armonia con le esigenze della produzione, la Repubblica riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, alla gestione delle aziende”.

 

Salvatore Rondello

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