domenica, 17 Novembre, 2019

Siri, il Psi e la questione morale

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Fa sorridere questo voler ricordare che Siri era socialista, come l’affermazione di Salvini di oggi e cioè che non basta un avviso di garanzia per condannare una persona. Siamo seri. Siri era un giovane socialista di Genova, cone Toti lo era di Massa, come Brunetta era un dirigente del Psi Veneto, Tremonti un membro del Consiglio nazionale Psi, Sacconi membro della Direzione. Dall’altra parte possiamo ricordare che Amato era il sottosegretario di Craxi, Epifani il responsabile della componente socialista della Cgil, Pittella e anche Speranza giovani socialisti di Potenza, che Carniti fu eletto europarlamentare dal Psi e Bassanini deputato socialista. Potrei continuare fino a domani. Cioè si scopre che esisteva il Psi e molti ne facevano parte. Grazie. Siri non era un giovane propenso a delinquere quando era un ragazzo e oggi deve essere dimostrata la sua colpevolezza. Quel che mi fa trascorrere una lieta Pasqua è la nuova posizione garantista di Salvini. Io c’ero alla Camera quando sventolavano il cappio e chiedevano le dimissioni a tutti gli indagati e non dimentico la gazzarra per la tangente Enimont che assommava esattamente alla stessa cifra dei soldi indebitamente spesi dalla Lega e che Salvini potrà riconsegnare in 80 anni. Due le differenze. Quella maxi tangente serviva a finanziare quasi tutti i partiti (compreso quello del pirla Patelli), i 49 milioni (quasi cento miliardi) solo la Lega. Quei partiti vennero messi al bando dall’elettorato (si salvò l’ex Pci per via di un ascensore), la Lega invece oggi raddoppia i suoi voti. Se qualcuno mi parla ancora di questione morale lo denuncio.

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Riguardo l'Autore

Mauro Del Bue

4 commenti

  1. Paolo Bolognesi on

    Mi fa ancora male, caro Direttore, il ricordo di quanti, anche tra le fila socialiste, dettero allora credito ai nostri accusatori, e neppure comprendo il ciclico riaffiorare in qualcuno, sempre in casa socialista, del voler prendere le distanze da quel nostro passato, se non addirittura “tagliare i ponti” per ripartire da capo, come se fossero anni da dimenticare.

    Oggi noi non contiamo poco o nulla, ma almeno la dignità l’abbiamo salvata, riferendomi a chi non ha mai ripudiato quella stagione, e l’ha sempre difesa senza se e senza ma, e non escludo che in futuro qualcuno delle nuove generazioni possa semmai apprezzare tale coerenza e di lì ripartire per ridar fiato all’autentico socialismo liberale e riformista.

    Paolo B. 25.04.2019

  2. Paolo Bolognesi on

    Mi fa ancora male, caro Direttore, il ricordo di quanti, anche tra le fila socialiste, dettero allora credito ai nostri accusatori, e neppure comprendo il ciclico riaffiorare in qualcuno, sempre in casa socialista, del voler prendere le distanze da quel nostro passato, se non addirittura “tagliare i ponti” per ripartire da capo, come se fossero anni da dimenticare.

    Oggi noi contiamo poco o nulla, ma almeno la dignità l’abbiamo salvata, riferendomi a chi non ha mai ripudiato quella stagione, e l’ha sempre difesa senza se e senza ma, e non escludo che in futuro qualcuno delle nuove generazioni possa semmai apprezzare tale coerenza e di lì ripartire per ridar fiato all’autentico socialismo liberale e riformista.

    Paolo B. 25.04.2019

  3. Mauro Del Bue
    Mauro Del Bue on

    Penso, caro Paolo, che tu abbia ragione. Io riconosco che sono stati fatti errori, ma l’ingiustizia é quella di aver pagato anche per i nostri meriti

  4. Paolo Bolognesi on

    Quando il Direttore riconosce “che sono stati fatti errori”, io credo, riprendendo l’accenno alla coerenza del mio primo commento, che uno sbaglio non piccolo sia stato quello della componente socialista che ha ritenuto di legarsi in modo organico alla parte politica che all’epoca ci fu parecchio contraria ed ostile, anche attraverso le manifestazioni di piazza.

    Posso naturalmente sbagliarmi, né vorrei urtare chicchessia, ma a me è sembrata una sorta di inspiegabile “resa” all’avversario, che qualcuno potrebbe aver inteso come una indiretta “ammissione di colpa”, ossia il riconoscere che in fondo le accuse rivolte al PSI di allora un qualche fondamento potevano averlo (con buona pace della nostra coerenza).

    P.B. 25.04.2019

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