sabato, 22 Febbraio, 2020

Siria, la crisi piega le Borse: è corsa ai beni-rifugio come oro e petrolio

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Borsa-crolloLe crescenti tensioni fra Siria e Occidente, e il verosimile attacco lampo da parte degli Usa, stanno provocando nervosismo tra gli investitori, tanto che Wall Street e tutte le borse europee hanno chiuso al ribasso. A preoccupare invece il mercato italiano e quello europeo è l’instabilità, sempre più accentuata ed evidente, del governo Letta che ha provocato un allargamento del differenziale tra i Btp decennali e i corrispondenti bund tedeschi, facendolo attestare a 260 punti. A destabilizzare il quadro dei mercati vi anche il rischio che la Federale Reserve – la banca centrale statunitense – possa avviare già a settembre la cosiddetta “exit strategy” dalle misure di stimolo e dal rallentamento economico delle economie emergenti, con conseguente fuoriuscita dei capitali internazionali. Nel frattempo cresce la corsa degli investitori verso l’oro e il petrolio sui mercati delle materie prime, preferiti a quelli azionari, fortemente incerti e in netto calo.

L’ORO COME BENE-RIFUGIO – La crisi siriana sta infatti spingendo verso l’alto le quotazioni del metallo prezioso, bene-rifugio per eccellenza. L’oro è infatti scambiato a 1.420 dollari l’oncia, ai massimi dalla fine di giugno. “Il mercato sta ritornando ai fondamentali” spiegavano gli analisti ricordando che per troppo tempo era stato “drogato” dalle politiche ultra-espansive delle banche centrali. In un certo senso, la corsa al metallo giallo, scatenata da una minaccia di un conflitto – in un’area che è già una polveriera – rientra nei fondamentali economici. Ma ha sovvertito le previsioni di così poco tempo fa”.

IN ALTO ANCHE IL PREZZO DEL PETROLIO E LO SPREAD – Oltre alla corsa all’oro, l’imminente attacco militare alla Siria ha fatto volare anche le quotazioni del petrolio: l’oro nero è infatti scambiato a 112 dollari al barile, ai massimi da due anni. Nel frattempo il differenziale tra Btp e Bund decennali ha toccato i 260 punti con un rendimento del 4,43%, mentre si contrae la distanza tra Btp e i corrispondenti Bonos spagnoli: il differenziale tra titoli si è attestato a 263 punti con un tasso del 4,47%.

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