domenica, 23 Febbraio, 2020

Slovenia, crisi di Governo tra economia ed emigrazione

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Non c’è pace per il Governo sloveno. L’esecutivo di centro sinistra guidato da Marjan Sarec, dopo aver perso la maggioranza in Parlamento in seguito al passaggio all’opposizione di Levica, formazione di sinistra, a causa dell’approvazione nei norme sul welfare non condivise, sta attraversando un nuovo periodo di instabilità a causa di quanto sta accadendo all’interno del Partito dei pensionati (Desus), che fa parte della coalizione di Governo. Infatti pochi giorni fa nel corso del congresso di questo partito il Ministro della Difesa Karl Erjavec, da anni leader incontrastato è stato nettamente sconfitto da Aleksandra Pivec, Ministra dell’agricoltura che ha raggranellato il voto di circa il doppio di delegati. E la Pivec ha vinto per una richiesta di rinnovamento che riguarda anche la strategia politica del Desus. Le ripercussioni sono state immediate. Da una parte Erjavec ha annunciato le proprie dimissioni da Ministro dichiarando di voler abbandonare la politica dopo aver guidato per più di quindici anni il partito e aver ricoperto vari incarichi di Governo. Dall’altra l’opposizione sotto la spinta dell’ex Premier Jansa ha reclamato le dimissioni di Sarec e dell’esecutivo.
Al di là del problema politico di un Governo che per fare passare i provvedimenti in Parlamento ogni volta deve cercare una maggioranza che riguarda le singole normative e non il quadro organico programmatico, non si capisce bene come si riuscirà a superare lo scoglio della votazione del nuovo Ministro in sostituzione di Erjavec quando questi formalizzerà le dimissioni annunciate. Non basteranno i due deputati della minoranza italiana e ungherese che paiono disponibili a votare a favore, ci vorrà, l’apporto di qualche deputato di forze non comprese nella coalizione con gli inevitabili prezzi politici di cui Sarec dovrà farsi carico. Un problema non di facile soluzione che si aggiunge a una situazione interna già duramente messa alla prova dalla crisi con successivo fallimento di Adria Airways, la compagnia aerea e dalle conseguenti ripercussioni negative per i collegamenti e per il personale. Inoltre la Slovenia deve fare i conti con il problema delle migrazioni clandestine su due fronti. A sud est con la Croazia dove vicino a Bihac sono ammassati migliaia di profughi della rotta balcanica e dove è in costruzione un reticolato di 50 chilometri per impedire i passaggi irregolari. A ovest con l’Italia dove è la regione Friuli Venezia Giulia maggiormente interessata a frenare l’invasione di clandestini sollecitando il rafforzamento delle pattuglie di vigilanza e proponendo addirittura la posa di fotocamere termiche di controllo per monitorare i percorsi dei confini attraversati dai migranti.

Alessandro Perelli

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