domenica, 23 Febbraio, 2020

Slovenia, dopo il ministero delle Finanze, si dimette il Governo

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Il Governo della Slovenia di è dimesso. Lo ha annunciato il Premier Marjan Sarec nel corso di una conferenza stampa aggiungendo che nelle prossime ore si presenterà al Parlamento per formalizzarle e per la discussione e il dibattito. Sarec ha anche aggiunto che si augura che si vada al più presto alle elezioni anticipate unico modo, a suo giudizio, per assicurare alla Slovenia la governabilità necessaria per affrontare i numerosi problemi sul tappeto. Sarec, giornalista ed ex comico, era in carica da poco più di un anno alla guida di un Esecutivo di centro sinistra che però negli ultimi mesi aveva perso l’appoggio di un partito della sinistra, Levica, ed era di fatto in minoranza all’interno del Parlamento. Ma il colpo definitivo alla sopravvivenza del Governo era stato dato pochi giorni fa dalle dimissioni del Ministro della Difesa Karl Erjavec, leader incontrastato per molti anni di Desus, il partito dei pensionati, messo in minoranza nel corso del congresso del suo partito e dimessosi poi da ogni carica annunciando la decisione di ritirarsi a vita privata. Come se non bastasse il Ministro delle Finanze, per motivi personali, aveva anche lasciato il suo incarico. Di fronte a questa situazione Sarec si è trovato davanti all’impossibilità di procedere a nuove nomine che avrebbero dovuto essere ratificate da un Parlamento dove non aveva la maggioranza con l’alternativa di chiedere voti a qualche partito di opposizione ,il che avrebbe significato il pagamento di prezzi politici insostenibili. Meglio quindi la strada delle elezioni anticipate anche perché gli ultimi sondaggi davano in rialzo il gradimento del Governo. Adesso il Presidente della Repubblica Borut Pahor avrà tenta giorni per conferire un nuovo incarico, poi, nel caso contrario non rimarrà che la strada delle urne. La decisione di Sarec ha colto di sorpresa le altre forze politiche. Ma mentre la destra di Jansa si è subito espressa per un rapido iter che porti alle elezioni, il partito socialdemocratico degli ex comunisti (da cui viene anche il Presidente della Repubblica) si riserva di approfondire la possibilità di ricucire i rapporti con Sarec. Inoltre c’è e’ da valutare la posizione dei alcuni partiti di piccole dimensioni come Nuova Slovenia, Desus che sembrano di avere il terrore di tornare al voto temendo di perdere suffragi e rappresentanti. Un compito non di facile soluzione quello che attende il Presidente della Repubblica Pahor alle prese, al di là dell’accordo politico, con la necessità di garantire alla Slovenia un nuovo Governo che assicuri al Paese riforme strutturali, autorevolezza all’ interno della Unione Europea e soluzioni concrete per risolvere il problema delle migrazioni clandestine portate dalla rotta balcanica.

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