martedì, 27 Ottobre, 2020

Slovenia, economia in ginocchio. Proteste contro il governo Jansa

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Non tira buona aria per il Governo Jansa in Slovenia. Alle proteste che si sono manifestate con la forma clamorosa del raduno in bicicletta davanti al Parlamento di Lubiana e in altre città contro le restrizioni adottate dall’Esecutivo contro il contagio del coronavirus, si aggiungono notevoli preoccupazioni economiche. Si va dalla crisi del comparto turistico e alberghiero che colpisce non solo le zone costiere e quelle termali, vero fiore all’occhiello dell’offerta per la clientela straniera, ma in generale tutto il territorio, all’aumento della disoccupazione, al fallimento della compagnia di bandiera Adria Airways che ha provocato oltre la cancellazione di alcuni importanti collegamento aerei il licenziamento di centinaia di persone (direttamente e indirettamente per l’indotto).

Inoltre l’aeroporto della capitale Joze Pucnik si sta preparando ad un notevole ridimensionamento in quanto la società tedesca che lo gestisce ha annunciato un taglio di 400 dipendenti provocando la reazione dei sindacati. Le notizie negative riguardano anche il comparto industriale che rappresenta ancora il 40% del Pil e che ha risentito anche se in misura leggera dei problemi derivati dall’infezione.

Il Governo poi si trova a dover affrontare la questione dei migranti della rotta balcanica. I rinforzi di polizia ai confini con la Croazia, i quaranta chilometri di reticolati realizzati non sono serviti a bloccare il flusso dei clandestini che giungono soprattutto dalla zona di Bihac in Bosnia, attraversano il territorio croato e di riversano in Slovenia puntando a raggiungere il Friuli Venezia Giulia. Il Presidente di questa regione Massimiliano Fedriga è intervenuti più volte con il Capo del Governo sloveno Jansa per bloccare il flusso dei clandestini che attraversano in misura sempre più numerosa il confine carsico Italo sloveno e giungono a Trieste. L’unica nota positiva per l’economia slovena è rappresentata da investimenti che giungono dalla vicina Ungheria, visti anche gli ottimi rapporti politici che vi sono tra Orban e Jansa. In questa situazione pare ormai del tutto passata l’ondata di destra che aveva caratterizzato le ultime elezioni e che aveva portato recentemente alla formazione dell’ attuale Governo.

Secondo gli ultimi sondaggi il partito di Jansa, Sds, manterrebbe la supremazia con il 33% per cento, ma i socialdemocratici (Sd) aumenterebbero al 22% e con le altre forze di centrosinistra conquisterebbero la maggioranza in Parlamento. Negli ultimi giorni ha suscitato notevole interesse e attenzione la notizia che il prossimo 13 luglio il Presidente della Repubblica Borut Pahor si recherà insieme a Sergio Mattarella alla foiba di Basovizza compiendo un gesto simbolico di importanza storica proprio a significare la chiusura di un ‘ epoca di contrapposizioni e di divisioni etniche derivate dalle tragedie dell’ultima guerra. Pahor lo farà nella giornata in cui a Trieste sarà riconsegnato alla minoranza slovena il Narodni Dom (casa del Popolo), incendiato dai fascisti il 13 luglio 1920.


Alessandro Perelli

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