martedì, 19 Novembre, 2019

Slovenia, il Governo cerca la sopravvivenza

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La Slovenia ha un Governo senza maggioranza. Luca Mesec leader di Levica, la formazione politica di sinistra che appoggiava dall’esterno l’esecutivo a guida di Marjan Sarec, ha dichiarato ufficialmente il passaggio all’opposizione del suo partito. La cosa era nell’aria viste le polemiche che avevano contrassegnato gli ultimi mesi ma è diventata esplicita dopo la bocciatura in Commissione Sanità della proposta di Levica di abolire l’assicurazione integrativa.

Adesso il Governo può disporre di 43 voti sui 90 deputati che formano il Parlamento di Lubiana. E orientativamente a metà del mese di dicembre si dovrà votare la legge finanziaria che per essere varata dovrà godere di una maggioranza assoluta (al contrario delle leggi ordinarie per le quali basta la maggioranza semplice). Sarec non pensa minimamente alle dimissioni e nei prossimi giorni cercherà di garantire la sopravvivenza del suo Governo da una parte cercando una difficile ricomposizione con Levica, ma più probabilmente adoperandosi per ottenere consensi esterni al patto che sancì la nascita della sua coalizione.

Oltre ai due rappresentanti delle minoranze (italiana e ungherese) , che non sarebbero sufficienti, potrebbero soccorrere il Governo o i parlamentari di Nuova Slovenia (movimento di centro) o quelli del Partito nazionale sloveno (nazionalista di destra) tutti e due attualmente all’opposizione. Formazioni sicuramente eterogenee dal punto di vista programmatico e ideologico ma tutte due terrorizzate da eventuali nuove elezioni che difficilmente, visti i sondaggi, le vedrebbero rientrare in Parlamento dove c’è uno sbarramento del 4%. Intanto chi cerca di trarre vantaggio da questa situazione è Janez Jansa, già Premier e leader del Partito democratico (di destra) il vero vincitore dell’ultime elezioni ma non in grado di formare una maggioranza di Governo.

Giorni difficili quelli che seguiranno per Marjan Sarec anche perché oltre che a puntellare l’esecutivo dovrà misurarsi su due questioni che certamente non gli fanno dormire giorni tranquilli. La prima è costituita dal fallimento di Adria Airways, la storica compagnia di bandiera. Si cerca disperatamente di arrivare a un nuovo soggetto a capitale privato che possa subentrare. Ma non è facile anche se esiste un interesse di Lufthansa che ha già rilevato alcuni voli. Del resto non è un mistero che l’imprenditoria tedesca che ha già acquistato l’aeroporto di Lubiana sia interessata anche alle numerose linee che erano gestite da Adria Airways.

Sono in gioco gli interessi di migliaia di lavoratori diretti e dell’indotto con i sindacati sul piede di guerra nonché quelli dei cittadini sloveni che devono spostarsi per varie destinazioni. Vi è poi il problema dei migranti clandestini che da una parte continuano a arrivare per la rotta balcanica dalla vicina Croazia al confine della quale si sta erigendo un reticolato di 50 chilometri per impedirne l’ingresso, dall’altra cercano di trasferirsi illegittimamente in Italia tanto che il Governatore leghista del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga ha paventato la costruzione di un muro atto a impedirne l’accesso . Proposta che ha suscitato notevoli proteste e che per il momento è stata rimossa e sostituita da un rafforzamento delle misure di vigilanza ai confini.

Alessandro Perelli

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