mercoledì, 20 Gennaio, 2021

Slovenia, la sinistra potrebbe vincere grazie ai ‘pensionati’

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In Slovenia, il prossimo venerdì, vincerà la politica o la logica del “tengo famiglia”? È la risposta a questa domanda che determinerà ciò che accadrà nel Parlamento di Lubiana venerdì 15 gennaio quando si discuterà e si voterà la mozione di sfiducia costruttiva al Governo di Janez Jansa. Secondo i canoni della politica l’Esecutivo di centro destra potrebbe avere le ore contate. Il Kul (coalizione per la costituzione) che raggruppa i socialdemocratici (Sd), la lista Sarec (Lms), l’Alleanza per Alenka Bratusek (Sab) e sinistra di Levica ha recentemente acquisito il Partito dei pensionati (Desus) che prima appoggiava il Governo e ne era parte integrante fino alle dimissioni del suo Ministro avvenute dopo il congresso che ne aveva sancito il mutamento della linea politica.
Ora il Kul può contare su 43 voti sui 90 seggi (dei quali due appartenenti alle minoranze italiana ed ungherese) di cui è composta l’Assemblea parlamentare di Lubiana. Pare che a questi potrebbero aggiungersi alcuni rappresentanti del Partito moderno di centro nonostante le assicurazioni di fedeltà all’Esecutivo del Presidente di questo movimento Zdravko Pocivalsek. Del resto la gestione del periodo della pandemia da coronavirus da parte di Jansa aveva ed ha suscitato alcune critiche da parte degli alleati di Governo. E inoltre non erano state gradite le manifestazioni di solidarietà del Premier sloveno a Ungheria e Polonia quando questi due Paesi avevano bloccato l approvazione del bilancio dell’Unione Europea e il Recovery fund. Jansa manifesta tranquillità sul voto di venerdì e sulla tenuta del Governo rilanciando la politica dei muri (che qui assumono le vesti di decine di chilometri di reticolati) fatti erigere sul confine con la Croazia per evitare l’arrivo di clandestini dalla rotta balcanica. Ma all’analisi politica si sovrappone il tornaconto personale dei singoli partito e dei singoli deputati. Una preoccupazione su tutte: la paura che la caduta del Governo porti a elezioni anticipate. In questo caso alcuni piccoli partiti rischierebbero, sondaggi alla mano, di non essere più rappresentati in Parlamento e alcuni deputati di non essere più rieletti.
I sondaggi non tranquillizzano lo stesso Jansa il cui partito di maggioranza relativa potrebbe scontare le critiche che in questi mesi gli sono venute dalla società civile e dagli intellettuali per l’assoluto controllo dei media e la riduzione negli spazi di democrazia e di libertà nel Paese. In questo senso si devono leggere alcune decisioni da una parte e dall’altra. E quindi il Kul, per evitare elezioni anticipate, ha presentato una mozione di sfiducia costruttiva proponendo un suo Esecutivo con a capo, guarda caso, proprio Karl Erjavec, neo Presidente di Desus, il partito dei pensionati che ha nelle ultime settimane, deciso di abbandonare Jansa al suo destino. Così come nei giorni che precedono il voto del 15 gennaio, si stanno infittendo le trattative poco politiche e spesso solo di tornaconto personale con alcuni deputati ancora incerti su come voltare. L’impressione è che questo mercanteggiamento possa risultare decisivo al momento del voto che permetterà di conoscere il futuro della Slovenia. Un futuro che ci riguarda da vicino considerando la vicinanza geografica e le vicende storiche che hanno sempre contrassegnato i rapporti tra Roma e Lubiana e gli interessi di tutela delle rispettive minoranze in Italia e Slovenia.

Alessandro Perelli

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