domenica, 22 Settembre, 2019

Presentati i candidati socialisti per le elezioni europee

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Nel Consiglio Nazionale di sabato 4 maggio Riccardo Nencini è stato eletto presidente del Consiglio nazionale del Psi, su proposta del segretario Vincenzo Maraio. Su proposta di Gianfranco Schietroma gli è stata contrapposta la candidatura di Mario Serpillo. Le elezioni si sono svolte a scrutinio segreto e con appello nominale. Nencini ha ottenuto il 71 per cento dei voti e Serpillo il 29. Dopo la sua elezione Nencini ha voluto ringraziare tutti i compagni che l’hanno votato e anche quelli che hanno votato Serpillo, dichiarando di voler interpretare il suo ruolo, che è essenzialmente di garanzia, a supporto delle istanze di tutti, e ha inteso infine ringraziare, per il proficuo lavoro svolto, il precedente presidente Carlo Vizzini. Il consiglio Nazionale ha anche confermato con due astenuti Oreste Pastorelli tesoriere del partito. Dopo i lavori una nutrita platea ha seguito Enzo Maraio e Emma Bonino dare il via alla campagna elettorale che impegnerà le  cinque candidate socialiste verso il rinnovo del Parlamento. Una lista di forte ispirazione europeista che vuole con la sua affermazione contribuire al contrasto delle forze sovraniste il cui obiettivo è quello di scardinare i principi che hanno legato i paesi del vecchio continente negli ultimi decenni sostituendo i valori dell’integrazione con quelli dell’intolleranza e della chiusura. I segretario del Psi Enzo Maraio ha dato il benvenuto a Emma Bonino, presidente di + Europa e con lei alle cinque donne socialiste nella lista + Europa: Rita Cinti Luciani, Maurizia Bertoncino, Pietrina Putzolu, Carlotta Caponi, Simona Russo.

“Abbiamo siglato – ha detto Maraio – un accordo elettorale con l’impegno di superare lo sbarramento del 4% sapendo che questo accordo può e deve diventare un accordo politico più duraturo. Un accordo da fare in due tempi. Siamo per un processo di integrazione più spinto e per una Europa più grande. Gli Stati uniti di Europea sono l’obiettivo. La formazione, i saperi i grandi problemi sovranazionali passano attraverso una risposta europea che ci ha garantito 70 anni di pace. Il secondo tempo della partita parte dopo le elezioni. Queste elezioni – ha aggiunto Maraio – sono le più importanti di sempre: si confrontano due visioni, quella di chi vuole più integrazione e chi invece vuole stoppare questo processo. Serve dare un chiaro segnale di contrapposizione a un governo che litiga su tutto, anche sul 25 aprile. È una cosa inaccettabile perché si tratta di una festa senza colori politici. Litigano mentre l’Italia precipita nel baratro. Fanno tutto tranne quello per cui sono stati chiamati. La politica imporrebbe a Salvini di occuparsi della insicurezza e dal clima di terrore che regna nel nostro Paese. Invece Salvini preferisce andare da Orban e visitare i muri eretti per isolare l’Europa. Di Maio invece non si occupa di lavoro ma non perde occasione di dire quello gli suggeriscono i suoi spin doctor. A populismo e demagogia – ha chiuso maraio – noi rispondiamo con più Europa e con Emma Bonino.

“Vengo qui con una certa emozione” ha detto Emma Bonino aprendo il suo intervento. “La durata spesso è l’essenza delle cose. Quando due anni fa abbiamo fatto + Europa abbiamo sentito tante risatine. Ma sentivamo già che ben presto si sarebbe arrivati allo scontro tra due idee opposte: da una parte le chiusure e i nazionalismo e dall’altra il proseguimento di una Europa aperta”. “In Italia poche abbiamo trovato unità sui diritti civili e quelle volte abbiamo vinto. + Europa è una forza liberal socialista, democratica e progressista. Da 25 anni l’Europa è retta da un accordo tra Pse e Ppe. Su questo in futuro bisogna riflettere. L’Europa è una barca non messa bene, ma non vi sono motivi per affondarla anzi ve ne sono per riparlala”.

“La situazione – ha continuato – non è facile. Da una parte abbiamo Putin. Ancora più lontano vi è la forza d’urto cinese che ci può travolgere. Sotto di noi abbiamo un continente in fiamme, poi dall’altra parte abbiamo Trump. In questo mondo così fragile 27 paeselli alla deriva non possono fare nulla”.

“Noi in Italia innalziamo il debito, sempre. Non per investimenti ma per la spesa corrente. Siamo al 133% del Pil. Siamo un Paese – ha aggiunto Emma Bonino – che deve fare attenzione. Smettiamo di dire con stupidità che l’Europa non ci ha dato flessibilità. La abbiamo avuta e pure tanta, ma la abbiamo usata e sprecata in spesa corrente. Per non parlare dei fondi europei: di 43 miliardi ne abbiamo speso solo uno. Insomma una fotografia impietosa. Siamo noi che dobbiamo essere più credibili non l’Europa”.

“Serve un Paese più competitivo in cui i giovani possono trovare un lavoro adeguato e il lavoro lo creano le imprese non lo Stato. Lo Stato deve fare le regole con meno burocrazia meno tasse. È il clima di sfiducia per l’Italia che allontana gli investimenti. Per non parlare della giustizia. Nessuno rischia di investire da noi quando sa che può arrivare la sentenza di un Tar che blocca tutto. Poi i diritti civili. Sono diritti sociali: impedire l’uso della scienza e obbligare qualcuno ad andare all’estero per determinate cure è come una tassa nascosta. Il congresso di Verona è un potente campanello di allarme. Il ddl Pillon è una cosa fuori di senno. C’è un filo rosso che lega gli attacchi alla Ue, ai diritti e alle donne: è la cultura sovranista e reazionaria”.

“Ma non c’è solo la Lega. Ci sono anche i 5 stelle, il cattivo non è solo Salvini. I pentastellati non hanno votato la legge sui diritti civili e sui migranti si sono appiattiti su Salvini. Lega e 5 Stelle – ha detto ancora – sono responsabili allo stesso modo. Sono giustizialisti per gli altri e garantisti per se stessi. Per questo dobbiamo lavorare insieme per questa campagna elettorale e anche per dopo. Il potere è un legame fortissimo e andranno avanti. Almeno fino alla finanziaria”.

“Sono felice di essere qui a rendere omaggio a Enzo Maraio per la sua scelta. Davanti a un sistema elettorale di questo tipo, non si può pensate che tutta la complessità della società italiana può stare sotto il Pd. In secondo luogo mi candito per la scelta coraggiosa di cinque candidate donne. E lo avete fatto per scelta e non per quote. La società per quote non è concepibile. Siamo tutti cittadini con le nostre diversità”.

“Non andare a votare – ha concluso Bonino – è un errore. In politica il vuoto non esiste e viene sempre riempito. Meglio impegnarsi che stare alla finestra. Non è tempo di aspettare è tempo di trovare il coraggio delle grandi ragioni. Dobbiamo essere protagonisti in Italia per un progetto europeo che è l’unico possibile”.

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1 commento

  1. Andrea Malavolti on

    “Un nuovo impegno europeo per orientare il nostro futuro”. Sul Corriere appello dei cinque senatori a vita in vista del voto del 26 maggio. “È compito della politica costruire una visione del futuro e non limitarsi ad amplificare gli umori popolari del momento. Niente unisce più di un nemico comune. Modello di riferimento – scrive Liliana Segre – cui dobbiamo opporci con forza”. (Fonte Pagine Ebraiche)

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