giovedì, 9 Luglio, 2020

Socialisti Milano
Dopo il coronavirus appello al sindaco per una città diversa

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“Se è vero che dopo il coronavirus “nulla sarà più come prima”, anche Milano dovrà darsi una nuova strategia”. E’ la dichiarazione dei socialisti milanesi che invitano il Sindaco ad aprire un dibattito sul futuro della città che, favorita anche da condizioni strutturali nuove, non potrà ripartire da ciò che sembrava essere chiaro prima del coronavirus.

Prosegue il comunicato: “Dopo anni in cui le scelte urbanistiche della città hanno di fatto privilegiato uno sviluppo non ugualitario, sotto la pressione di una domanda immobiliare sostenuta da investimenti finanziari anche di carattere speculativo, molto deve cambiare. Anziché una città “più per ricchi che per tutti”, proponiamo al Sindaco di fare proprio il tema dei diritti per una città dell’uguaglianza. Diritto alla salute con un ruolo attivo dell’amministrazione comunali da anni inesistente. Diritto all’istruzione attraverso una nuova offerta scolastica nella didattica e nell’edilizia.

Diritto all’abitazione secondo il principio di casa come diritto sociale, abbandonando il modello perseguito, anche dalla sinistra, secondo il quale non c’era più bisogno di case pubbliche perché il mercato avrebbe risolto da solo la questione. Diritto alla mobilità, non assorbibile dai soli interventi a favore della ciclabilità, ma potenziamento delle reti di trasporto pubblico alla scala metropolitana e regionale, fuori dalla logica di una Milano chiusa dentro il proprio recinto e peggio ancora di una Milano che guarda alla riqualificazione ambientale e alla riduzione del traffico per i soli abitanti delle zone più centrali. Infine una città ecologica dentro una nuova visione di Milano, abbandonando l’urbanistica cosiddetta “tattica”, fatta per micro interventi spot, perché l’urbanistica che fa prevalere il potere pubblico della programmazione, o è strategica o non è. L’urbanistica che non incide sulla sostanza del diritto complessivo all’uguaglianza è una contraddizione in termini, anzi è l’alibi perché il potere del capitale privato intervenga al di sopra degli interessi generali. Dopo il coronavirus molte scelte, già discutibili prima, e che riguardano lo sviluppo urbanistico di importanti aree di interesse pubblico, a partire dalle aree degli scali ferroviari, dovranno essere rimesse in discussione.”

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