domenica, 22 Settembre, 2019

Socialisti salviniani?

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Io sono esterefatto da presunti socialisti diventati salviniani, manettari, tutta roba che fa più a pugni con la nostra tradizione che con quella comunista. Questo é per me un punto dirimente. Non si può dimenticare d’un tratto la lezione di Turati, Prampolini, Saragat, Nenni, Loris Fortuna, Marco Pannella e Bettino Craxi. Se ritenete che nessuno debba soccorrere 42 migranti, mentre ne arrivano centinaia coi barconi nel silenzio generale e mentre il governo non riesce a rimpatriare uno solo dei 500mila clandestini, e salvare loro la vita anche in barba alle leggi (come avrebbe fatto anche Minniti la cui politica ho appoggiato), se pensate che chi ha forzato un blocco non per rubare o per invadere l’Italia, ma per soccorrere vite umane, debba stare in galera, non c’é una sola, la pur minima, possibilità di dialogo tra noi. Voi avete ucciso i principi basilari del socialismo democratico e umanitario. Come é noto io non sono mai stato un estremista, anzi ho combattuto le posizioni estreme sempre, e sono sempre stato un socialista riformista e liberale. Ma in questa generale confusione di principi e di identità, non possono che tornarmi alla mente tutte le nostre battaglie per i diritti, tutte le nostre convinzioni sull’immigrazione, a cominciare dalla legge Martelli, le nostre lotte contro le discriminazioni e il razzismo, tendenze che stanno invadendo l’Italia. Quando sento dire che la vicenda Sea Watch porterà voti a Salvini, il che sotto sotto significa che per prendere voti bisogna comportarsi come lui, allora capisco che siamo davvero tutti morti. Sepolti vivi.

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Riguardo l'Autore

Mauro Del Bue

7 commenti

  1. Andrea Malavolti on

    Caro Mauro,
    il tuo articolo è bellissimo, al solito documentatissimo, perfettamente inserito nei nostri valori e nella nostra tradizione socialista. Davvero complimenti. Ma sulla vicenda della Sea Watch ti vorrei fare una domanda, forse un insignificante dettaglio, ma a me il dubbio è rimasto. Perché la giovane comandante Carola Rackete, ora ingiustamente condannata agli arresti domiciliari, ha speronato una nave della Guardia di Finanza italiana? Ecco, questo incidente proprio non l’ho capito.

    Un caro saluto,
    Andrea Malavolti

  2. Paolo Bolognesi on

    Da quanto posso capirne i “presunti socialisti” cui si riferisce il Direttore non sono diventati affatto “manettari” ma, più semplicemente, non condividono l’idea di una immigrazione “senza se e senza ma”, ossia da accettare come fenomeno ineluttabile, e dal momento che la sinistra non sembra voler affrontare il problema, o non è in grado di farlo, detti socialisti, che non definirei presunti, guardano a chi pare intenzionato a “gestire” in qualche modo questa delicata e complessa questione.

    Non molti giorni fa ho sentito dire – da un noto politologo di certo non arruolabile nelle fila della destra – che la sinistra sta mantenendo un “silenzio assoluto”, riguardo al come far fronte e por mano alle criticità ed emergenze dei nostri giorni, nel senso che mancherebbe totalmente di proposte realistiche e concrete, e se le cose stessero effettivamente così si spiegherebbe il perché possa esser diventato “salviniano” chi prima non lo era (anche tra i ranghi stessi della sinistra).

    Quanto all’affermare che “non c’é una sola, la pur minima, possibilità di dialogo tra noi”, mi riporta alla mente l’epoca in cui, da sinistra, si classificavano i socialisti in buoni e cattivi, a seconda della maggiore o minore subalternità a quei nostri “selezionatori”, e memore di quel passato eviterei di commettere l’identico errore, ossia “demonizzare” chi la pensa in modo diverso anche dentro la stessa famiglia politica, ma mi interrogherei piuttosto sulle ragioni che hanno portato a questo sbocco.

    Paolo B. 01.07.2019

  3. Mauro Del Bue
    Mauro Del Bue on

    Ti rispondo volentieri per amicizia e ti formulo le seguenti domande.
    1) Chi fugge dall’Africa fugge dalla miseria e dalla guerra. Chi s’imbarca é un disperato. I morti nel Mediterraneo sono troppi e la nostra coscienza dovrebbe ribellarsi. Ti pare giusto definire costoro dei palestrati che vivono nella pacchia? Io mi sento offeso e indignato
    2) Certo che bisogna sapere all’origine chi ha diritto e chi no di venire in Italia. Ma in Libia c’e la guerra, ci sono due governi e decine di tribù in lotta tra loro per il possesso dei pozzi petroliferi. Come fa a sapere Salvini chi ha diritto e chi no se chiude i porti?
    3) Ti invito a leggere l’articolo 10 della Costituzione italiana e a dirmi se il comportamento di questo governo sui migranti é costituzionale, cosi come il decreto Salvini.
    4) Sul caso Sea Watch mi pare tutto chiarissimo. I 42 migranti stavano affogando e sono stati salvati da questa imbarcazione. Il porto più vicino era Lampedusa. Secondo il diritto della navigazione dovevano essere portati lì. Non in Libia che non è giustamente considerato un porto sicuro. Non in Tunisia che non ha firmato il trattato di Ginevra, mentre Malta in proporzione accoglie molti più migranti di noi.
    5) Se una imbarcazione si trova con 42 persone che rischiano di morire cosa fa? Io penso che se fossi stato al comando di quella nave avrei fatto esattamente come Carola. Se io trasporto in auto due feriti e per andare all’ospedale devo forzare un blocco lo faccio. La vita umana é più importante del rispetto delle leggi.
    6) La tradizione socialista afferma che tutti gli uomini sono uguali e devono avere gli identici diritti. E’ una tradizione internazionalista. Quel grande personaggio di Pannella ci ha insegnato che non ci potrà essere benessere in casa nostra finché donne, uomini e bambini muoiono di fame e di sottosviluppo. Chi pensa di affrontare il problema, che é epocale, delle migrazioni, innalzando muri e fili spinati, difendendo i nostri privilegi e negando quelli degli altri, ovvio che non può essere socialista. Al massimo socialista nazionale, ma la parola fa orrore. Domanda da un milione. Se abbiamo una imbarcazione con 42 migranti davanti al nostro porto, e mettiamo pure che nessun altro paese voglia accogliere questi poveretti, tu che decisione adotteresti? I casi dono solo due. O li accogli o li lasci in mare a soffrire e a morire. Chi opta per la prima soluzione non é solo socialista, ma liberale, democratico, umano, chi opta per la seconda é salviniano. Essere socialisti e salviniani non é possibile. Come essere socialisti e antidemocratici, socialisti e razzisti, socialisti e anti europeisti. E quando c’era il comunismo socialisti e comunisti. E potrei continuare.
    7) Secondo te l’Italia deve essere alleata dei grandi paesi democratici europei, la Francia, la Germania, la Spagna, o di quel gruppetto che al soldo di Putin dichiara la nascita di democrazie illiberali? Noi oggi siamo un Paese alla deriva. Alleato con chi dichiara la morte del liberalismo (vedi intervista di Putin). E proprio di coloro che non intendono rivedere il trattato di Dublino passando alla politica delle quote e che vota per la procedura d’infrazione. Bell’affare.
    Mauro

  4. Paolo Bolognesi on

    Carissimo Direttore, da inesperto qual sono di questioni giuridiche mi sono andato a leggere gli artt. 10 e 26 della nostra Costituzione, e ne ho tratto l’idea o l’impressione che se una norma nazionale, vedi il decreto Salvini da te citato, risulta essere incostituzionale, sarà la Consulta a definirlo tale, ma intanto la norma va rispettata, almeno così mi sembra dovrebbe essere, e come noi comuni cittadini siamo tenuti ed abituati a fare, pena il cadere in inadempienze o “reati”, e subirne tutte le relative conseguenze.

    Poi ci sono i principi cui in molti vorrebbero idealmente ispirarsi, specie se sono alti e nobili, ma occorre fare i conti con la realtà, il che è compito precipuo della politica, e per la politica la realtà include anche lo stato d’animo del proprio elettorato, e quello che un partito ritiene di cogliere nella maggioranza della popolazione, o in una sua significativa parte (diversamente la politica diviene autoreferenziale, com’è verosimilmente successo alla sinistra italiana)

    Mi pare essere questa una delle principali regole della democrazia rappresentativa, dove ogni partito o formazione mette in campo e sottopone al corpo elettorale la propria visione delle cose, che si confronta e scontra con quella altrui, e proprio ai liberal-riformisti, a mio avviso almeno, non dovrebbe mancare quel pragmatico realismo e concretezza decisionale che contrassegna per solito i governanti o gli “statisti”, e che non infrequentemente difetta in chi ragiona su base essenzialmente ideologica.

    Quanto alla nostra Carta, il suo art. 21 garantisce a tutti il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione, e se la memoria non mi tradisce non posso dimenticare che, da parte della sinistra, si sarebbe voluto invece inasprire le pene o penalità in materia di omofobia, xenofobia, ecc…, si sarebbe cioè voluto colpire qualcosa che per me si configura come “reato di opinione”, il che non mi pare affatto appartenere alla cultura liberal-riformista (anzi dovrebbe esserne ben lontano).

    Ti saluto con stima

    Paolo 01.07.2019

  5. Mauro Del Bue
    Mauro Del Bue on

    Caro Paolo, spero che tra noi il dialogo non sia mai tra sordi. Se hai letto l’articolo dieci della Costituzione italiana ti chiedo, visto che esso prescrive doveroso l’asilo per tutti coloro che provengono da paesi in cui non siano garantite le libertà prescritte dalla nostra Costituizone, come fa Salvini a sapere quanti migranti siano in queste condizioni coi porti chiusi. Evidente che quel testo sia stato variamente interpretato ma fino a che é in vigore dovrebbe essere applicato. O no? Parli del decreto Salvini. Ma lo stato di necessità resta previsto per legge. Difficile condannare una persona che porta un ferito in ospedale se non si ferma a un blocco stradale. O no? Nelle mie orecchie risuonano come punture velenose non solo le minacce e le contumelie lanciate contro questa ragazza al molo di Lampedusa ma anche le parole di Salvini che ha parlato addirittura di un atto di guerra e ha definito Carola “una criminale di guerra”. Credo che uno squlibrato non posssa a lungo gestire la cosa pubblica anche se il popolo gli da ragione. D’altronde io raramente sono stato dalla parte delle maggioranze che peraltro hanno quasi sempre, col senno del poi, avuto torto marcio. Penso che occorra creare un’alternativa a questo governo di incapaci e di isterici per calcolo elettorale. E vorrei che in questo fronte di opposizione ci fosse anche Forza Italia che con Salvini rischia di essere o un invitato sgradito o un servitore sciocco.

  6. Paolo Bolognesi on

    Caro Mauro, io non sono certo in grado di prevedere come si muoverà oggi Forza Italia, ma credo che in passato anche la sinistra riformista, o che si è dichiarata tale, abbia commesso l’errore di osteggiare sistematicamente il suo leader, indicato come un “nemico” con l’intento di indebolirlo e metterlo “fuori gioco”, e oggi raccoglie quanto ha seminato, secondo un vecchio e saggio adagio.

    Paolo 02.07.2019

  7. Paolo Bolognesi on

    Nella scorsa tarda serata ho già “replicato” alle ultime righe del Direttore, ma limitatamente all’ultimo capoverso, laddove viene chiamata in causa Forza Italia, e ora vi ritorno sopra per esprimermi sulla loro parte iniziale, ossia quella in cui viene richiamato l’art. 10 della nostra Costituzione, riguardo al quale mi si chiede come la penso.

    Per quanto posso capirne, a me pare che la nostra Carta fissi di norma i principi generali, da tradursi poi in leggi ordinarie, e già qui nascono non infrequentemente pareri diversi o distanti sul come vada “sviluppato” il dettato costituzionale, dopo di che assistiamo non di rado a controverse interpretazioni anche su quanto stabiliscono le stesse leggi ordinarie.

    Del resto, pure in ordine all’art.21 della Costituzione, che ho citato in un precedente commento, mi risulta esservi stato allora un qualche non piccolo dibattito, allorché si passò ad approvare le relative leggi ordinarie, per arrivare a dire che le opinioni talora divergono anche parecchio, sino a divenire inconciliabili e a radicalizzarsi sempre più.

    Mi sembra la situazione dell’oggi, ossia dell’attuale momento storico, dove assistiamo a continue contrapposizioni o “prove di forza”, e in questo “burrascoso” clima le mediazioni divengono difficili, e perde altresì forza il ruolo dei moderati, visto che i più cercano di rafforzare col voto il proprio metaforico “campione”, come nelle “sfide” medioevali.

    Se il popolo dà oggi ragione ad un leader politico, che sembra essere peraltro in ulteriore e continua ascesa, non si possono denigrare i tanti che lo votano, ma bisognerebbe innanzitutto domandarsi perché tutto ciò sia accaduto – cosa che la sinistra mi sembra ancora restia a fare – quale premessa per mettere in piedi una realistica alternativa.

    Paolo 03.07.2019

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