giovedì, 9 Luglio, 2020

Soldi dall’Europa per finanziare le Ferrari ai ricchi

0

In questo momento pandemico tutti soffriamo di privazioni, poco importa la causa, quanto invece è fondamentale il grado di sofferenza provocato dalla mancanza di introiti economici e soprattutto dell’assenza di vita sociale e anche di beni voluttuari.

Proviamo a ragionare su come, almeno nella fase 2 e 3, si possa ritrovare la serenità perduta; fosse questa coincidente con l’acquisto di un bolide rosso fiammante oppure col papparsi una raffinata scodella di pasta e ceci, mentre si sogna lo scintillante autosalone di lusso, cioè quella Porsche lussuosa che tu, pezzente de “I soliti ignoti” di Monicelli, potrai solo sognare appunto.
Ora, francamente, non so quanti miliardi, sonanti o a mezzo di un prestito bancario garantito dallo Stato, verranno messi a disposizione delle attività produttive per il rilancio del Paese. Ma a parte i pochi centesimi per farci tenere la bocca fuori dal pelo d’acqua (marcia) e non affogare, al solo scopo di limitare i pericoli di eventuali tumulti sociali, il boccone più goloso sono i soldi dall’Europa per finanziare le poche note, e pure meno note ma non meno importanti, imprese e le famiglie italiane, o anche non più italiane o in parte rimaste nel Bel Paese e in parte no. Insomma, quelle che ridono per davvero, perché noi impoveriti ormai sorridiamo solo con le faccine degli emoticon.
Mi riferisco ai gattopardi, amici di amici pure proprietari di banche e giornali che, allargando le braccia come in un gesto sconsolato, che ricorda il film di De Sica “Pane, amore e fantasia”, dicono a Conte che per far tornare i conti la formula non cambia: i ricchi, come succede dalla notte dei tempi, ahimè, per aiutare i poveri devono diventare più ricchi. Da qui la scenografica apertura di braccia dell’attore.

D’altronde, il sacrificio richiesto al ceto medio sofferente sono ben poca cosa rispetto al vantaggio di mantenere il posto di lavoro, anche se precario e decurtato di buona parte della paga, generosamente offerto dagli imprenditori dalla erre moscia (senza riferimenti o allusioni ai fasti del passato) che giocano a fare impresa, magari scimmiottando quel passato.
Spalancata la porta, a seguire, ecco che altri proprietari di jet privati fanno la fila davanti a Palazzo Ghigi, chi per revisionare l’aereo o anche per tappare le buche in autostrada che sfasciano gli ammortizzatori della rispettive Bentley.

A questo punto, per non fare brutta figura, lo Stato cerca di accontentare tutti, come è giusto che sia. E facendo leva sulla generosità degli italioti si sta adoperando per convincerli che l’unica strada per venire a capo del problema è autotassarsi volontariamente di una seppur piccola patrimoniale, almeno per dare un aiutino agli altri italiani che risiedono nei paradisi fiscali… e finalmente comperare loro, se non una fiammante Ferrari rossa, appena uscita da Maranello, almeno una usata anche di colore diverso.

Angelo Santoro

Condividi.

Riguardo l'Autore

Angelo Santoro

Leave A Reply