lunedì, 27 Maggio, 2019

Soli sul baratro

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Quello che è andato in scena ieri a Strasburgo è la dimostrazione plastica dello stato di isolamento in cui si trova il nostro Paese. Anche il vuoto fisico chiaramente visibile intorno al Presidente Conte è una conferma. Italia allo sbando, preda di contorsioni umorali. La faccia pietrificata del Premier esprime tutto lo spiazzamento dell’uomo. Un uomo che per ambizione ha accettato un incarico e che adesso rimpiange chiaramente di averlo fatto. Con lui, sul banco degli imputati, c’è il governo italiano, colpevole di aver preso in giro il proprio Paese e i propri elettori. “Conte, lei è un burattino nelle mani di Salvini e Di Maio!” , accusa senza nascondere la verità il Presidente del gruppo parlamentare dell’ALDE Guy Verhofstadt, “…state chiaramente nelle mani di Putin…” , continua. L’Italia per la prima volta è sotto processo, accusata di far parte di una strategia mirata a scardinare il proprio assetto per minare quello europeo.

Salvini chiude i porti ma chiude anche il suo Paese e i suoi cittadini in un angolo. Di Maio incontra i leader dei Gilet Jaunes, ormai dichiaratamente eversivi, che invocano un golpe militare contro Macron. L’Italia non sostiene e non riconosce Guaidò e continua la sua politica ambigua pro-Maduro. Come Putin. Un’Italia che ha smarrito la bussola e si fa guidare da due “irresponsabili”. E lei “Signor Conte”?

E poi ecco Verhofstadt assestare il colpo finale . “….la mia paura e che presto gli italiani pagheranno con una terribile recessione economica la vostra politica basata sui regali e sul debito!”.

Cosa si può rispondere di fronte alla verità? Nulla. Infatti, come sempre, Conte ha balbettato poche scialbe parole, dicendo appunto…nulla.

In fondo ce lo meritiamo.

Adesso è chiaro che occorre riflettere su come agire. Come organizzare un ressamblement dal profilo europeista, riformatore, laico, socialista, repubblicano, radicale, liberale, ambientalista che abbia come compito principale e immediato scongiurare derive ancora peggiori di quelle che si vedono chiaramente all’orizzonte.

Ricordiamo che ALDE non ha presentato un proprio “Spitzencandidaten”. E che si sta adoperando per poter agire con lucidità e spirito aggregativo al post-europee. Istituendo un patto programmatico con verdi, democratici e socialisti.

Noi dobbiamo accettare di stringere la mano che ci viene tesa. Come socialisti abbiamo il dovere di farlo. Timmermans lo farà. E noi con lui. Socialisti Europei. Non abbiamo paura di questa sfida che anzi dobbiamo rilanciare anche a livello nazionale e locale con tutte le forze che si oppongono al disegno sovranista e reazionario che ci ruba il futuro in nome di un effimero presente. Rilanciamo insieme il sogno degli Stati Uniti d’Europa! Questo è il nostro dovere. Riformare e rilanciare un progetto in pericolo per limiti intrinsechi, lo sappiamo noi per primi, ma anche al centro di una strategia ben precisa che se riuscisse metterebbe in ginocchio i i Paesi più deboli innanzitutto…e l’Italia è ormai “Il” più debole di tutti.

I numeri parlano chiaro. Cosa possiamo fare avendo un debito pubblico quasi di tremila miliardi di euro?

Tutto è in movimento, e se questo è un rock’n roll allora lo dobbiamo ballare. E non si balla da soli, capiamoci!

Stringiamola quella mano, cavolo!

Massimo Ricciuti

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