venerdì, 22 Febbraio, 2019

Sonia Gradilone
Immigrazione e il vaccino delle minoranze linguistiche

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Esistono questioni rimosse, ingiustizie che non si vedono, che sono come annullate in una indifferenza gravissima. La legge elettorale con il “superaccordo” tra le 4 formazioni politiche più rappresentative del Paese (Pd, Lega, Forza Italia e Movimento 5 stelle) si arena sulla modalità di elezioni dei parlamentari trentini e alto atesini, su questioni legate a minoranze, in questo caso di lingua tedesca e ladina, in questo caso con implicazione di diritto internazionale. Non entro nel merito di questa questione, ma la prendo a spunto per il “silenzio” sulla questione che voglio sollevare: il silenzio sulle minoranze linguistiche in Italia. Sono figlia della comunità arbereshe di Calabria, sono figlia una delle lingue “non parlanti” di questo paese (insieme a grecali, catalani, occitani, sloveni e croati). Si tratta di un patrimonio umano, culturale e linguistico enorme, enormemente rimosso. Oggi ci poniamo i problemi della “nuova umanità in movimento per fame e persecuzioni”, problemi che non sappiamo affrontare proprio perché “dimentichi” delle nostre storie, che aiuterebbero a capire una umanità mai ferma. Nella grande crisi albanese, quella del ’91, in cui un paese di 3 milioni di abitanti (tanti quanti la sola città di Roma) avrebbe “invaso” l’Italia 20 volte più grande. Allora la mia comunità accolse migliaia di connazionali in fuga, alcuni sono anche rimasti, per solidarietà nata da una “fuga”, da una “persecuzione” di secoli prima. Credo che oggi il problema della nostra presenza in Italia vada riposizionata al centro del confronto politico per tutelare un patrimonio culturale ed umano che è indispensabile anche alla ricchezza della stessa lingua italiana, e per dimostrare che i tempi non presentano mai problemi inediti, e che l’esperienza è il patrimonio da cui trarre forza ed ispirazione. L’integrazione, la convivenza, non è appiattimento delle differenze, ma rispetto delle ricchezze. La nostra comunità, come le altre minoranze linguistiche, hanno nel loro patrimonio l’idea della “umanizzazione” dei problemi, il coraggio di ricominciare e l’idea che la Patria di speranza non deve schiacciare la Patria divenuta impossibile.
Ho messo insieme cose che apparentemente paiono non avere relazioni, in realtà la nostra presenza in Italia è il vaccino che la storia ci ha lasciato per evitare la malattia grave del razzismo e della xenofobia, della paura. Un patrimonio che non va negato ma difeso e tutelato.

Sonia Gradilone
Responsabile Immigrazione Psi

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