sabato, 21 Settembre, 2019

Spagna al voto. La vendetta degli indipendentisti

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Sarà il 28 aprile, è ufficiale: il premier socialista Pedro Sanchez stamattina ha annunciato la data delle nuove consultazioni durante il consiglio dei ministri, dopo la bocciatura della legge di Bilancio da parte del Parlamento.
Una sconfitta che costerà cara a una Spagna chiamata al voto diverse volte e costretta a Governi di intese così larghe da essere fin troppo precarie.
Ma ciò che stupisce è che per la prima volta in Parlamento i partiti separatisti catalani hanno votato come le forze dell’opposizione di centro-destra: Ciudadanos e Pp. Una scelta che può essere spiegata come una ritorsione contro il Governo socialista dopo il processo contro i leader catalani, nonostante siano stati proprio i socialisti tra i pochi a chiedere un confronto con Barcellona durante gli scontri e il braccio di ferro tra Barcellona e Rajoy.
“Il governo si è scontrato con il rifiuto della Finanziaria più sociale del nostro Paese”, ha detto Pedro Sanchez nella dichiarazione istituzionale dal Palazzo della Moncloa. “La scelta era continuare a governare con una legge di bilancio che non è nostra e non risponde alle esigenze sociali nostro paese, oppure impegnare tutti gli sforzi e l’energia collettiva nelle grandi trasformazioni che vogliamo. Fra il non fare nulla o convocare le urne e dare la parola agli spagnoli, ho scelto la seconda”.

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