venerdì, 13 Dicembre, 2019

Spagna, dopo le elezioni resta instabile

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Nelle elezioni di domenica in Spagna, c’è stata una pericolosa avanzata del partito di estrema destra Vox. Dai risultati elettorali, la situazione politica in Spagna è ancora più complicata per la formazione di un nuovo governo. Dopo quattro elezioni in quattro anni, non è emersa una maggioranza chiara in Parlamento ed il quadro politico risulterebbe ancora più precario.
Il PSOE di Pedro Sanchez ha conquistato 120 seggi, tre in meno rispetto alle ultime elezioni in aprile e lontano dalla maggioranza parlamentare di 176 seggi necessari per formare un governo da solo. Il leader socialista ha detto: “Il nostro progetto è quello di formare un governo stabile e di fare politica per il popolo spagnolo, quindi voglio chiamare tutti i partiti politici in modo che agiscano responsabilmente per sbloccare la situazione politica in Spagna”.
Ma la strada per restare alla Moncloa con una maggioranza stabile non è facile. Tuttavia si potrebbe formare un governo di coalizione con il Partito Popolare di Pablo Casado. Il leader dei popolari ha detto: “Abbiamo dimostrato di essere forti”. Il Partito Popolare ha ottenuto un buon risultato elettorale, avendo ottenuto 88 seggi, rispetto ai 66 seggi delle precedenti elezioni.
Questa alleanza è stata ipotizzata dal quotidiano ‘El Mundo’, secondo il quale “Gli interessi generali della Spagna esigono una grande coalizione fra Psoe e Pp. La vittoria socialista è chiara quanto la crescita del Pp. Pertanto, solo un grande accordo di forze costituzionaliste, con vocazione riformista e lo spirito di concordia inerente alla genesi della nostra democrazia permetterà di superare il blocco. La grande coalizione è una formula inedita per il nostro paese, ma assolutamente necessaria”. Così ha anche scritto l’autorevole quotidiano madrileno: “Il voto ha prodotto uno scenario politico più instabile, più frammentato e più ingovernabile”. Il quotidiano ‘El Mundo’, ha accusato Sanchez di ‘irresponsabilità’, ‘tatticismo’ e ‘frivolezza’ per aver preferito tornare alle urne invece che esplorare la possibilità di un accordo con Ciudadanos, mentre il paese si trovava ad affrontare la sfida secessionista catalana e si accumulavano i segnali di decelerazione economica. In realtà, anche la Spagna subisce gli effetti del cosiddetto ‘neoliberismo’.

Salvatore Rondello

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