lunedì, 23 Novembre, 2020

Spagna, il Covid infetta la politica di populismo

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È sulla gestione della pandemia da coronavirus che in Spagna, più che in altri Paesi, si sviluppa la polemica tra maggioranza e opposizione. Addirittura l’infezione che nel Paese ha assunto dimensioni veramente preoccupanti, sembra essere il trampolino di lancio per le leadership all’interno dei partiti. È il caso del Partito popolare che da centro destra guida l’opposizione al Premier, il socialista Pedro Sanchez. Con un totale di casi che di aggira sugli 800.000 la Spagna è il Paese europeo dove di registrano più contagi con gli ospedali vicini al tracollo e con un numero di vittime che aumentano di giorno in giorno. Il Governo ha deciso una serie di misure restrittive e per la capitale Madrid ha previsto lockdown in molte aree invitando la gente a non uscire di casa e in ogni caso a non frequentare luoghi chiusi. Non la pensa così la Presidente di centro destra della Regione di Madrid Isabel Diaz Ayuso che prima ha rilevato come non sia giusto che la misura non sia stata presa per tutto il territorio della penisola iberica e poi ha proposto provvedimenti più blandi limitando le restrizioni a quei quartieri dove la situazione è più grave.
In realtà questo atteggiamento ai più è sembrato quasi una differenziazione da quello del segretario del Partito popolare Pablo Casaro considerato troppo morbido con il Governo Sanchez sull’argomento. E anche un tentativo di non lasciare all’estrema destra di Vox il monopolio di uno scontro frontale con la maggioranza. Ma così mentre in Catalogna cova sempre la richiesta dell’indipendenza e proprio la scorsa settimana il re Felipe VI è stato contestato con scritte e striscioni contro la monarchia mentre l’Alta Corte continua a prendere provvedimenti punitivi e disciplinari contro gli amministratori vicini ai separatisti, sembra quasi che sul coronavirus si spacchi ulteriormente l’unità del Paese con le richieste di autonomia amministrativa sulla gestione del virus. Ciò dipende anche dalla fase politica attuale che, mentre consente ai socialisti di guidare il Paese e di essere concentrati sui piani di rilancio e di rinascita, ai popolari lo spazio di opposizione viene costantemente rubato dall’estrema destra che ha visto nelle ultime elezioni aumentare i consensi. E la Ayuso cerca di imporsi internamente a Casaro contestando duramente il Governo socialista e differenziandosi sul modo di affrontare l’emergenza covid.
Ma forse sarebbe più utile che il confronto si basasse su temi di drammatica attualità come la crisi economica. Con un PIL in diminuzione del 9%, tre milioni di disoccupati, una stagione turistica fallimentare, la Spagna deve affrontare un contingenza gravissima senza precedenti. Sanchez è riuscito finora a fronteggiare questi problemi con una serie di provvedimenti che hanno consentito agli spagnoli di affrontare le difficoltà economiche senza intaccare il welfare e la promozione sociale ma il cammino del suo Governò è messo ogni giorno alla prova dalle forze populiste e dagli estremisti separatisti che in Catalogna continuano la loro lotta all’integrità della Repubblica.

Alessandro Perelli

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