sabato, 24 Agosto, 2019

SPARATORIA A PALAZZO CHIGI, L’AUTORE VOLEVA COLPIRE I POLITICI: «SONO DISPERATO»

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Giuramento-Letta-sparatoria

Doveva essere un giorno di festa per il giuramento del nuovo capo del governo e dei ministri. Ma si è macchiato di sangue per il gesto estremo di un uomo che ha sparato contro i carabinieri di guardia davanti Palazzo Chigi, ferendone due, uno in modo grave. Se nella sede della presidenza della Repubblica, il neo esecutivo guidato da Enrico Letta entrava nella pienezza dei poteri, contestualmente in quella del governo si vivevano momenti di panico e paura. All’unanimità si è levato lo sdegno da parte dei rappresentanti della politica e delle Istituzioni. Riccardo Nencini, leader del Psi ha auspicato che «la politica non inasprisca i toni» soprattutto in momento così difficile per l’intero Paese. Oggi pomeriggio, alle ore 15, sarà votata la fiducia al nuovo capo del governo.

I DUE CARABINIERI FERITII proiettili sparati da Luigi Preiti, questo il nome dell’uomo, hanno colpito il brigadiere di 50 anni, Giuseppe Giangrande e il carabiniere scelto Francesco Negri, 30 anni. Giangrande, ferito al collo, è stato sottoposto a un delicato intervento di neurochirurgia d’urgenza al Policlinico Umberto I e si trova in prognosi riservata per le prossime 72 ore, a causa di un danno midollare definito dai medici «importante». L’altro carabiniere, il trentenne Francesco Negri è stato invece operato alla tibia per una frattura, e si trova in buone condizioni all’ospedale San Giovanni, ove si trovava anche il responsabile della sparatoria.

L’AUTORE DELLA SPARATORIA: SONO DISPERATO – Fermato dai carabinieri che non gli hanno consentito l’accesso a una parte della piazza che conduce al palazzo di governo, Luigi Preiti, 49 anni, originario di Rosarno, in provincia di Reggio Calabria ha aperto il fuoco contro i militari. L’uomo, armato di una pistola beretta 7.65, era vestito in giacca e cravatta ed è stato prontamente fermato. Dopo essere stato trasportato all’ospedale San Giovanni, Preiti è stato condotto nel carcere di Rebibbia. L’attentatore non risulta avere precedenti penali e ha agito da solo. Giunto sabato a Roma, l’uomo ha subito confessato di aver «deciso di fare tutto questo 20 giorni fa» e di aver acquistato la pistola «quattro anni fa al mercato nero ad Alessandria». Separato due anni fa dalla moglie, dalla quale aveva avuto un figlio, aveva perso il lavoro come muratore ed era tornato a vivere nella casa dei genitori a Rosarno, dopo aver vissuto a Pedrosa, nell’alessandrino, per quasi vent’anni. Sulle ragioni del gesto, Preiti durante l’interrogatorio ha spiegato di aver voluto «fare un gesto eclatante in un giorno importante: non odio nessuno in particolare ma sono disperato». Sconcerto e dolore da parte della famiglia di Preiti che ha voluto chiedere scusa a tutti gli italiani.

NENCINI: POLITICA NON DEVE INSASPRIRE TONI – «Quanto accaduto davanti a Palazzo Chigi è un fatto drammatico. Il primo pensiero va ai due carabinieri feriti e alle loro famiglie» ha commentato Riccardo Nencini, segretario nazionale del Psi. «In un momento così delicato, in cui l’Italia é fragile e i cittadini vivono sulla propria pelle un profondo disagio sociale – ha proseguito il senatore socialista – é necessario che la politica non inasprisca i toni ed eviti di alimentare un clima già teso. É una responsabilità di fronte alla quale nessuno può sottrarsi» ha concluso Nencini.

Silvia Sequi

 

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