lunedì, 17 Giugno, 2019

SPD ‘senza testa’ e adesso traballa la Grosse Koalition

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Un anno appena, tredici mesi in tutto è durata la leadership di Andrea Nahles che lascia la segreteria del SPD, il Partito di Willy Brandt che finalmente aveva eletto una donna. Dopo la debacle europea che ha visto i socialisti tedeschi ai minimi storici, la Nahles ha formalizzato oggi le proprie dimissioni in direzione nazionale. Il suo posto di capogruppo della Spd sarà preso dall’attuale vicepresidente del gruppo, Rolf Mützenich fino a dicembre quando il congresso della Spd eleggerà il nuovo leader dei socialdemocratici tedeschi.
Ma dalla crisi della Spd non è immune il Bundestag, poiché il crollo dei socialisti rappresenta un problema anche e soprattutto per gli alleati di governo. Dal quartiere generale della Cdu a Berlino, la cancelliera tedesca Angela Merkel ha tenuto a precisare: “Quello che voglio dire è che porteremo avanti il lavoro del governo con tutta la serietà possibile e con grande responsabilità”.
Proprio la Grosse Koalition è stata la scintilla che continua ad alimentare la crisi interna tra i socialisti: nel partito da almeno tre anni è scoppiata una lotta intestina sulla necessità di rimanere o meno nel governo di Grande Coalizione, con Nahles favorevole a rimanere, e i compagni di partito pronti a farla fuori. Nahles non solo ha lasciato l’incarico, ma ha anche deciso di rimettere il suo mandato di deputata al Bundestag.
Nel frattempo i Verdi, che secondo i sondaggi avrebbero superato la Cdu, con la loro co-leader Annalena Baerbock si dicono indisponibili “a fare da ruota di scorta senza nuove elezioni”. “Si dovrebbe allora andare a nuove elezioni”, ha detto al Morgenmagazin della Ard.

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