lunedì, 22 Aprile, 2019

Stallo Tav, il Governo rimanda, nessun dialogo con Parigi

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La Tav resta al centro del dibattito politico, ago della bilancia non solo dell’Esecutivo. Questa mattina c’è stato il vertice a Palazzo Chigi tra il premier Giuseppe Conte, i due vicepremier, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, e il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli. Ogni decisione slitta a venerdì.
Il capo del governo ha fatto sapere che per il momento non ci sarà alcuna interlocuzione con la Francia. “Siccome prenderemo la scelta migliore per i cittadini, ovviamente il governo non rischia. Mi batterò perché non sia trascurato alcun aspetto per una decisione corretta. Partiremo dall’analisi costi-benefici”, il premier, i suoi vice e il ministro torneranno a vedersi domani. Al tavolo ci saranno anche i tecnici. “Ma – secondo Conte – dopo la razionalità tecnica, è il momento della razionalità politica”.
Conte cerca anche di minimizzare lo scontro fra grillini e leghisti sulla Tav e si ritaglia un ruolo di mediatore. “Rispetto le posizioni della Lega e del M5S – dice – ma sarò garante che queste posizioni pregiudiziali non pesino sul tavolo. Partiremo dall’analisi costi-benefici”. Ma sono solo i leghisti a riconoscere il ruolo del premier: “Stiamo lavorando per la soluzione migliore partendo da dati oggettivi. La soluzione è nelle mani del presidente conte, le posizioni di partenza sono note. Siamo fiduciosi che si risolverà tutto per il meglio”, dice il capogruppo leghista alla Camera Riccardo Molinari. In particolare bisogna decidere se dare via libera alla Telt, la società paritaria italo francese a cui sono affidati i cantieri, per i nuovi bandi. Se entro l’11 marzo prossimo non dovesse arrivare questo semaforo verde, l’Italia rischia di dover restituire i finanziamenti ricevuti dalla Ue, a partire da una prima tranche di 300 milioni. Sull’ipotesi di chiedere più fondi alla Ue la decisione è stata definita “prematura” poiché presupporrebbe un sì all’opera che al momento non c’è.
Ma se la Tav resta il punto di rottura (probabile) tra i due alleati al Governo, è anche la discussione sulla quale l’opposizione inizia a collaudarsi. Sia Azzurri che Dem concordano sull’importanza dell’opera per il Paese, tanto che hanno presentato al Senato una mozione di sfiducia individuale proprio contro il il ministro delle Infrastrutture Toninelli: “emerge che il Ministro avrebbe spudoratamente mentito al Parlamento e al Paese nonché al Governo Francese e alla Unione Europea sottoponendo all’attenzione di tutti una analisi costi/benefici palesemente infondata e ora oggetto di aggiustamenti da parte del Presidente del Consiglio”.

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