lunedì, 26 Agosto, 2019

Stanchi, innamorati, liberi. Salvare Radio Radicale

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Domenica mattina a Roma in piazza per salvare la storica emittente. Lotta, lutto per Massimo Bordin, e digiuno da giorni si incrociano in un clima surreale, quasi da seduta spiritica

“Capita, a volte la sera, quando si è troppo stanchi o troppo innamorati…” Massimo Bordin attaccava così l’ultimo BordinLine su Il Foglio. E capita di commuoversi in una conferenza stampa surreale come quella di stamattina, nel salone di tutte le assemblee presso la sede del Partito Radicale a Roma, in cui il sottotesto restano e resteranno sempre le battaglie di Pannella e la sua eredità: mirare al diritto alla conoscenza come diritto umano. Una conferenza stampa che è quasi una seduta spiritica, dove a parlare sono persone in sciopero della fame da giorni e giorni, la presidenza del Partito Radicale, per un’idea, una battaglia nonviolenta, per salvare la voce libera che dà voce a tutti dalla mannaia di un governo che vara l’ignoranza per decreto; il contrario esatto di quel “conoscere per deliberare” che è il motto einaudiano e il senso stesso dell’esistenza di Radio Radicale.
Maurizio Bolognetti, giornalista e militante radicale al 50esimo giorno di sciopero della fame, cita gli uomini-libro di Fahrenheit 451. Elisabetta Zamparutti ricorda commossa le foto di Bordin. Rita Bernardini con un filo di voce trova la forza di scagliarsi contro la preoccupante ignoranza manifestata dalle ultime dichiarazioni del ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede su Radio Radicale: “Un servizio pubblico c’è già. È la Rai”. Ha detto l’inquilino di via Arenula.
Irene Testa fa il parallelo giusto tra la morte di Marco Pannella e quella di Massimo Bordin. “Solo ai Radicali capita di essere ricordati così”.
Alessio Falconio, direttore di Radio Radicale, annuncia che da domani si alterneranno vari giornalisti a sostituire Bordin su Stampa e Regime. Comincerà, meritoriamente, Francesco Merlo dopo il pezzo manifesto di ieri su la Repubblica che ha aperto una campagna del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari per dare, pure loro, voce alla battaglia in difesa di Radio Radicale.
Chiude Maurizio Turco, invitando a continuare l’omaggio a Bordin tra la camera ardente all’Idi e il funerale valdese di domani (venerdì 19 aprile) nel tempio romano di piazza Cavour, ricordando poi, inevitabilmente, la manifestazione di domenica mattina, Pasqua, in stile radicalissimo, sotto il Vittoriano. Nel giorno cristiano della Resurrezione a sperare e chiedere tutti insieme che per Radio Radicale si possa davvero scongiurare e sia ancora lontano il tempo di morire.

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