venerdì, 7 Agosto, 2020

STATALITA’

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È la fine di un’epoca, in un anno si realizzerà l’uscita quasi totale di Atlantia da Aspi: dopo oltre 20 anni il concessionario cambia padrone e torna lo Stato. La nazionalizzazione di Autostrade, con l’entrata della Cdp, controllata dal Tesoro, come azionista di maggioranza assoluta avverrà in tre step.
il primo step prevede l’ingresso di Cdp in Aspi con una quota del 33% attraverso un aumento di capitale compreso tra i 3 e i 3,9 miliardi (a seconda delle valutazioni). Sarà un’iniezione di mezzi freschi riservata alla sola Cdp, il che significa che oltre ad Atlantia si diluiranno anche i soci esteri già presenti nella compagine, ossia Allianz, Edf e Silk Road che insieme hanno complessivamente il 12%. Successivamente Atlantia venderà ad un gruppo di fondi graditi a CDP una quota del 20-22% di Autostrade, mantenendo una quota del 37% (postmoney) che sarà quindi distribuita con una spin-off ai propri azionisti. L’accordo scrive dovrebbe essere siglato entro il 27 luglio mentre i tempi dell`intera operazione sarebbero 6-12 mesi.
Nonostante in queste ore il titolo sia volato in borsa, Luciano Benetton lamenta la sua ‘messa alla porta’ da parte dello Stato, o meglio del Governo, con i cinquestelle che avevano fatto della questione una battaglia politica.
“Non mi sorprendono gli interessati attacchi politici di persone senza qualità. Mi indigna la sistematica opera di demonizzazione del nome della nostra famiglia, promossa dai vertici dello Stato. Mai mi sarei aspettato certi termini e certi toni pubblici dal premier Conte e da alcuni suoi ministri”. Tanto che Benetton parla di un “tentativo di un esproprio fin dal primo istante”. Che lo ha portato a essere “prostrato da una gravissima sofferenza personale, ma ancora deciso a combattere”. Lo sfogo continua: “Ci stanno trattando peggio di una cameriera. Chi caccia una domestica da casa è obbligato a darle quindici giorni di preavviso. A noi, che per mezzo secolo abbiamo contribuito al boom economico dell’Italia, intimano di cedere i nostri beni entro una settimana. Non possiamo accettare di essere trattati come ladri, dopo aver distribuito tanta ricchezza e tanta cultura, non solo economica”.
“Non c’è alcun esproprio”, ribatte la ministra De Micheli. “C’è una soluzione industriale che evita la revoca della concessione ad Aspi e prevede la graduale uscita di Benetton. Abbiamo raggiunto un accordo per un’alternativa all’attuale governance”, afferma e precisa “Abbiamo verificato una serie di gravi inadempimenti da parte del concessionario. Non solo sul ponte di Genova ma sull’intera rete autostradale italiana. Abbiamo trovato gravi problemi di affidabilità”.
Resta una delle operazioni di ritorno alla gestione statale più grande fatta finora, il primo a congratularsi non poteva che essere il Capo politico dei 5stelle. “i Benetton non gestiranno più le nostre autostrade. Era il nostro principale obiettivo. E ce l’abbiamo fatta”. Lo scrive su Fb il ministro Luigi Di Maio. “Dopo molte battaglie, lasciatemi dire che è un ottimo risultato.

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