sabato, 4 Luglio, 2020

Stefano Saletti e la tradizione musicale del Mediterraneo

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Giovedì 4 giugno, alle ore 18:30, per l’ultima puntata di “Dialoghi Mediterranei”, Checco Galtieri, direttore della Scuola di Musica di Donna Olimpia, intervisterà Stefano Saletti in diretta streaming sui canali social del Teatro Villa Pamphilj:   Facebook, instagram  e youtube. Il direttore del Festival Popolare Italiano, multistrumentista e compositore, nel corso della trasmissione parlerà delle sue esperienze, della sua ormai decennale relazione con le musiche del Mediterraneo, le lingue, i temi, gli strumenti, le tecniche esecutive e di come questo può diventare oggetto di formazione e di didattica.

Stefano Saletti, musicista e compositore, suona strumenti della tradizione musicale mediterranea (bouzuki, oud, saz, mandola), oltre a chitarra elettrica, acustica e classica. Attivo da anni sulla scena artistica italiana, già fondatore dei Novalia, è il leader della Banda Ikona formazione che canta in sabir, l’antica lingua del Mediterraneo. L’ultimo cd “Soundcity” è stato per tre mesi al quarto posto della classifica internazionale della world music, la World Music Charts Europe, e a luglio 2016 è stato nominato disco del mese dalla prestigiosa rivista FolkRoots, ed è stato finalista al Premio Tenco 2016.

Saletti è direttore di diversi ensemble internazionali: la 7 Sóis Orkestra (2008/2011) Les Voix du 7 Sois (2010/2012), la Med Arab Jewesh Orkestra (2019), formazioni che riuniscono musicisti provenienti da Marocco, Israele, Ile de la Reunion, Portogallo, Spagna, Italia, Francia, Sudan. Ha scritto decine di colonne sonore per il cinema e il teatro, collaborando con Pupi Avati, Giorgio Albertazzi, Giancarlo Giannini, Predrag Matvejevic, Jean-Louis Trintignant, il poeta tunisino Monchef Ghachem, Pamela Villoresi, Mascia Musy, Omero Antonutti, Massimo Popolizio, Manuela Mandracchia, Maurizio Panici, Piero Maccarinelli, Ondadurtoteatro. Nel 2016 ha composto le musiche per la mostra/istallazione “Caravaggio Experience” per tre mesi al Palazzo delle Esposizioni di Roma e nel 2017 per sei mesi alla Reggia di Venaria (Torino).
Stefano Saletti ha anche collaborato con prestigiosi musicisti internazionali, tra i quali Hector Zazou, Alexander Balanescu, Jamal Ouassini, Eyal Sela, Kahwa, Rashmi V. Bhatt, Margherita Guerrero, Nino Galissa.

Nel 2015 ha pubblicato il cd “In Search of Homerus” che racchiude alcune musiche delle sue colonne sonore. Nello stesso anno ha pubblicato i cd “Caracas” realizzato con Valerio Corzani e “Cafè Loti” realizzato insieme a Nando Citarella e Pejman Tadayon. Nel 2019 ha pubblicato “In taberna” con il Cafè Loti che contiene i Carmina burana medievali originali riletti in chiave popolare.

Il Festival Popolare Italiano non è solo una rassegna di musica dal vivo, ma anche un laboratorio di idee. Diretto da Stefano Saletti, il festival, nel nome dell’incontro e dello scambio, si è affermato come una vera e propria officina creativa della Capitale in cui artisti della scena italiana – e non solo – fanno conoscere la forza di una tradizione musicale che si rinnova continuamente e mantiene intatto il suo fascino.

Il sottotitolo “Canti e corde, mantici e ottoni” vuole testimoniare la varietà di sonorità, di strumenti e di stili che da sempre caratterizzano la musica popolare, folk, etnica, world. E’ la musica dell’incontro, capace di far dialogare tradizioni regionali differenti, ritmi e dialetti distanti, ma capaci di aprirsi al mondo e di contaminarsi creando nuovi linguaggi espressivi.

Un insieme di musiche e di storie che rappresentano un patrimonio da tramandare e riscoprire per non perdere la memoria musicale – vero elemento identificativo di una comunità e di una nazione – ma pronto a reinventarsi, ad aprirsi al mondo, alle musiche che arrivano dai tanti migranti e artisti che vivono ormai stabilmente in Italia, di dialogare con le altre sponde del Mediterraneo e oltre.

 

Redazione Avanti

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