venerdì, 15 Novembre, 2019

STOP ALLE ARMI

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Le truppe turche hanno iniziato insieme alle milizie arabe filo-Ankara l’offensiva su Manbij, località strategica controllata dai curdi a ovest del fiume Eufrate. Lo riferisce via Twitter un leader degli stessi combattenti filo-turchi, Mustafa Seijari. “Andremo fino in fondo. Siamo determinati. finiremo quello che abbiamo iniziato”, ha detto il presidente Turco Recep Tayyip Erdogan, confermando l’intenzione di non interrompere l’offensiva. “Con l’operazione fonte di pace, la Turchia ha intrapreso un passo vitale quanto l’operazione a Cipro del 1974″, quando l’esercito di Ankara occupò la parte settentrionale dell’isola in risposta a un tentativo di golpe filo-greco”, ha detto il presidente turco.

Erdogan ha detto di non temere le sanzioni: “Nessuna minaccia di sanzioni ci fermerà, purtroppo siamo vittima di un doppio standard di trattamento applicato alla Turchia nella lotta al terrorismo”,

“Negli ultimi quattro anni l’Italia – è il commento del segretario del Psi Enzo Maraio – ha autorizzato forniture militari per 890 milioni di euro e consegnato materiale di armamento per 463 milioni di euro.
Nell’attesa dell’intervento dell’Unione Europea, chiediamo a Luigi Di Maio e al Governo italiano di bloccare immediatamente tutte le commesse di forniture militari per la Turchia, così – ha concluso Maraio – come previsto dalla legge 185/90, che vieta all’Italia la vendita di qualsiasi arma ai paesi in guerra”.

Il decreto per il blocco dell’export delle armi è già pronto, fa sapere il ministro degli esteri Di Maio che ne annuncia il varo nelle prossime ore. Una decisione che segue quella analoga della Germania. Tuttavia, ha aggiunto Di Maio, non ci sarà un “embargo europeo” nella vendita di armi ad Ankara.

“Non importa portare” l’iniziativa dell’embargo sugli armamenti alla Turchia in Parlamento perché “per le nostre regole si tratta di un decreto ministeriale, come quello che abbiamo firmato sui rimpatri” della settimana scorsa, ha spiegato Di Maio al termine del Consiglio Ue. “E’ stato un Consiglio molto importante, la richiesta dell’Italia era a tutti gli Stati europei di bloccare nel futuro l’export di tutti gli armamenti verso la Turchia, perché non possiamo accettare quello che sta facendo. L’Europa parla con una voce oggi. Tutti gli Stati condannano quello che sta facendo la Turchia in territorio siriano e si sono impegnati a bloccare l’export per gli armamenti. Anche l’Italia fermerà l’export verso la Turchia”, ha aggiunto Di Maio.

La federazione dei giovani socialisti ha presentato un documento i cui si sottolinea il rischio di una catastrofe umanitaria e di “deplora l’uso che Erdogan fa degli esseri umani: i rifugiati siriani, vittime di una catastrofe umanitaria, non possono essere usati come un’arma”. “I popoli europei – si legge ancora – non possono considerarli come degli appestati da confinare. L’Europa è grande ed è forte: è perfettamente in grado di accoglierli tutti in situazioni di emergenza. La chiusura dei confini propagandata dalle forze sovraniste è complice della politica di potenza turca a danno proprio dell’Unione Europea”.

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