domenica, 5 Aprile, 2020

Strage di Hanau, l’odio contro gli ‘stranieri’ uccide 9 persone

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È “un attentato alla nostra società libera e pacifica”, ha detto il ministro dell’Interno dell’Assia, Peter Beuth. Tobias Rathien, 43 anni, era sì un lupo solitario nel suo odio contro gli stranieri, ma il suo era un odio che oggi viene fomentato dalla xenofobia che ormai sta prendendo piede in ogni dibattito pubblico.
La strage è cominciata ieri sera intorno alle dieci, quando l’attentatore è arrivato in centro città su una BMW scura e ha cominciato a sparare alla cieca in due diversi shisha-bar (locali dove si fuma il narghilè molto frequentati dai turchi). L’uomo ha aperto il fuoco al “Midnight” in centro città, poi si è spostato in auto all'”Arena Bar & Café”, in un altro quartiere. Nel primo locale avrebbe suonato il campanello, poi sarebbe entrato nell’area fumatori e avrebbe cominciato a sparare alla cieca.
C’è anche una donna di 35 anni incinta tra le nove vittime dell’attacco in due bar ad Hanau, in Germania. Nella strage hanno perso la vita anche un bosniaco di 20 anni e una cameriera polacca, mentre l’ambasciata turca a Berlino ha reso noto che ci sono anche 5 turchi. Il corpo senza vita dell’autore del massacro è stato trovato nella sua abitazione insieme a quello della madre. L’uomo avrebbe ucciso la donna e poi si sarebbe suicidato.

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