giovedì, 23 Maggio, 2019

Strage in Nuova Zelanda

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La strage consumata in Nuova Zelanda, nella città di Christchurch, che ha portato alla morte 49 persone in due moschee, è il frutto della follia razzista e anti islamica di un fanatico che vede negli immigrati e nei diversi un pericolo alla sua egemonia. Non è il primo e non sarà l’ultimo. Già in altre parti del mondo l’odio razziale aveva provocato morte e rovina. L’autore e progettista degli orribili attentati é l’australiano Brenton Tarrant, che si definisce “ecofascista” e “suprematista bianco”.
Egli non a caso scrive di ispirarsi al norvegese Anders Behring Breivik, il mostro di Utoya, che ammazzò 77 persone, in larga parte giovani del Partito laburista norvegese, in nome dell’anti multiculturalismo e del nazionalsocialismo. Tra le icone di Tarrant anche l’italiano Luca Traini, quel folle che seminò terrore a Macerata sparando all’impazzata su persone di colore, inermi e indifese. Sono solo iniziative di folli sanguinari con spirito razzista e una buona dose di mania di persecuzione e di schizofrenia paranoide, o questi gesti estremi segnalano un pericolo non diverso da quello seminato dagli attentati islamisti in nome della jihad? Certo questi gesti sanguinari non paiono più così isolati e sporadici. E il tentativo di individuarne una radice culturale, per quanto risibile e storicamente fallace, altro non é che la volontà di segnare i contorni di una nuova ideologia. I personaggi inquadrati da questo Tarrant come simboli di battaglia, appartengono a epoche diverse e metterli insieme é frutto di stupido e velleitario fanatismo.
Che cosa c’entri Carlo Martello, il re dei Franchi che combatté la battaglia di Poitiers, con il terrorista Alexandre Bissonnette che in Canada attaccò una moschea uccidendo sei persone più di mille anni dopo, nessuno lo sa. Solo l’uso delle armi. Che sia contro un’invasione o contro inermi cittadini, non importa. L’importante é che da un lato ci sia un cristiano e dall’altro un  musulmano. Come durante l’assalto di Vienna del 1683 o a Lepanto nel 1571. Una guerra simil Isis, per la distruzione dei musulmani e che si configura come una Jihad di segno opposto. Non sottovaluterei questa nuova campagna crudele e sanguinarua. E’ folle, ma lucida.

 

 

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Mauro Del Bue

1 commento

  1. Andrea Malavolti on

    “II fatto di sangue delle ultime ore non è riconducibile a una rete, a una strategia, ma a degli infami delinquenti. Gli elementi che abbiamo non ci danno allarmi di estremismi, che sono fenomeni marginali, residuali e controllati”. Così il ministro dell’Interno Matteo Salvini in una nuova dichiarazione sull’attentato suprematista alla moschea di Christchurch in Nuova Zelanda. Ha poi aggiunto il vicepremier e leader leghista: “Il maggior numero di controlli nelle carceri, nei luoghi di aggregazione e le intercettazioni che firmo io, nonché le risultanze dei servizi di prevenzione, sicurezza e intelligence, mi dicono che, senza alcun tipo di allarmismo, il fenomeno più attenzionato è quello dell’integralismo islamico”. Per Repubblica gli apparati di sicurezza non sottovalutano tuttavia affatto “la pericolosità degli ambienti della destra xenofoba e allargano il campo dei controlli”. In Italia, si legge ancora, l’allerta è alta: attorno a moschee, chiese, sinagoghe e centri culturali e religiosi è stata rafforzata la vigilanza”.
    In una intervista con La Stampa il sociologo Amitai Etzioni riflette sulla minaccia del suprematismo bianco e dei diversi estremismi. Tre i suoi suggerimenti: “Dobbiamo riscoprire i nostri valori religiosi: siamo tutti figli di Dio; nessuno è irredimibile. Tutti hanno il diritto di essere membri della nostra comunità a pieno titolo, e quindi rispettati. Secondo, non dobbiamo avere più immigrazione di quanta un Paese sia in grado di assorbire culturalmente. Terzo, chiunque vuole lavorare deve trovare un’occupazione, anche magari condividendola con altri”. (Fonte Pagine Ebraiche)

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