martedì, 4 Agosto, 2020

Suicidi per la crisi: una vergogna per l’Italia

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Coppia suicida

Lo diceva l’ex benemerito presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica italiana fondata sul lavoro: «la crisi non esiste, è un’invenzione della sinistra per fiaccare il morale». Del resto se è vero, secondo notizie filtrate dalle intercettazioni telefoniche, che il Cavaliere “del lavoro” fosse pronto ad offrire 5 milioni di euro alla prima “rubacuori” passata per caso, e 2500 euro mensili alle sue “olgettine”, non c’è da stupirsi. In un Paese serio, forse, Silvio Berlusconi dovrebbe dare conto, prima ancora che di altro, del fatto che una coppia di sessantenni si toglie la vita. Ora il velo di Maya è squarciato e chi non voleva vedere è costretto a guardare. Avevano 62 anni, l’uomo e 68 sua moglie, si sono tolti la vita. Per gli investigatori ci sono pochi dubbi: la coppia di Civitanova Marche lo avrebbe fatto per difficoltà economiche.

TRAGEDIA NELLA TRAGEDIA, UN PROBLEMA SOCIALE – Ma la tragedia si è spinta molto oltre, scatenando un altro gesto estremo: appresa la notizia del duplice suicidio della coppia, il fratello della donna si è, a sua volta, suicidato gettandosi in mare. Il corpo è stato recuperato dalla Capitaneria di porto. L’uomo aveva 70 anni. Inutili i tentativi di rianimarlo.

IMPICCATI, LUI ESODATO E LEI PENSIONE MINIMA. NON AVEVANO I SOLDI PER L’AFFITTO – L’uomo e la donna si sono impiccati: i corpi sono stati trovati dai vicini di casa, che hanno subito avvisato i carabinieri. L’uomo era un esodato, la moglie aveva una modestissima pensione. Secondo gli investigatori non vi sono dubbi che si sia trattato di un doppio suicidio, e che la cause vanno ricercate nelle precarie condizioni economiche della coppia. Sembra che i coniugi non avessero neppure i soldi per pagare l’affitto dell’abitazione.

IL SEGRETARIO DEL PSI NENCINI «SITUAZIONE DRAMMATICA» – «L’Italia vive una stagione drammatica. Fragile, senza più una bussola, destinata ad avvicinarsi ad un pericoloso precipizio. Due coniugi. Lui esodato, lei ex artigiana con una pensione minima. Decidono di togliersi la vita, perché hanno rifiutato un’esistenza di stenti che gli aveva sottratto dignità». Lo dice Riccardo Nencini, segretario nazionale del Psi e senatore eletto, dopo la drammatica vicenda dei due coniugi e del loro parente suicidatisi a Civitanova Marche per problemi economici. «Questo non è un episodio isolato -continua Nencini – ma è l’ennesimo gesto di disperazione che ci descrive un’Italia sempre più smarrita. Chi vive nella condizione del bisogno è un “invisibile” e senza voce. Due persone normali, che non sono sopravvissute alla miseria sono simbolo della tragedia che vivono milioni di italiani. Dobbiamo guardare agli “ultimi”, dare sostegno a chi è debole, chi non ha più certezze, a chi non può pagare l’affitto e comprare i libri di testo per i propri figli. E’ una pagina dolorosa della nostra Italia. Un pensiero ai parenti dei due coniugi, che hanno chiesto scusa per non avercela fatta. Un ultimo gesto di dignità».

LUI EX IMPIEGATO ESODATO – Secondo quanto hanno potuto ricostruire finora i carabinieri l’uomo, Romeo Dionisi, aveva lavorato come impiegato in una ditta calzaturiera, e non aveva trattamento pensionistico. La donna, invece, Annamaria Sopranzi, era un’artigiana in pensione. La coppia non aveva figli, e i parenti più prossimi non sono stati ancora rintracciati. Dalle prime testimonianze raccolte, sembra che la coppia non riuscisse a tirare avanti, avendo come unica fonte di reddito la piccola pensione della moglie.

L’ESPERTO, «LA CRISI INNESCA FATTORI CHE POSSONO PORTARE A 12 SUCIDI AL GIORNO» – «Quanto avvenuto a Civitanova Marche è il classico caso di “suicidio allargato”. Da una nostra ricerca legata agli ultimi dissesti economici emerge che in Grecia, Spagna e Italia, rispetto agli anni di economia normale, sono emersi picchi in netta ascesa del numero di suicidi motivati dalla crisi». Per Vincenzo Mastronardi, docente di Psicopatologia forense all’Università La Sapienza di Roma, «la visione pessimistica di sé, del mondo e del futuro, più altri fattori, come la depressione, l’età ed eventuali delusioni precedenti, possono portare inevitabilmente al suicidio». «Chi decide di togliersi la vita, insomma – spiega ancora Mastronardi – non vede soluzioni alternative». Per il criminologo «il terzo uomo di quella famiglia che si è tolto la vita potrebbe essere vittima, invece, di un pericolosissimo contagio psichico legato al cosiddetto “effetto Werther”, dal celebre romanzo di Goethe che dopo la pubblicazione provocò suicidi a catena. Vivendo nello stesso ambito familiare e sopraffatto da una reale disperazione, non ha preso in considerazione soluzioni alternative e ha preferito seguire la pista comportamentale della coppia che si era tolta la vita poco prima». Per Mastronardi, poi, «le notizie di stampa che danno conto di gente che si suicida per la crisi economica non fanno che incentivare il fenomeno. Un suicidio sbattuto in prima pagina, secondo i nostri studi, ha conseguenze inimmaginabili: può arrivare a provocare fino a 12 casi di suicidio al giorno per ben due settimane di seguito».

Roberto Capocelli

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