mercoledì, 3 Giugno, 2020

Sul coronavirus morirà o rinascerà l’Europa

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Il Coronavirus sta attirando l’attenzione del mondo sul vecchio continente e sulla sua capacità di gestire l’emergenza. Molte differenze stanno caratterizzando l’approccio dei diversi stati: non esiste un modello unitario e i sistemi sanitari sono così eterogenei che evidenziano quanto il percorso verso una autentica unione (non solo monetaria, ma almeno culturale) sia quanto mai impervio. Ma aldilà dell’approccio scientifico, il tema politico si ripropone con forza: saprà l’Unione Europea far scattare dei meccanismi solidaristici in grado di sostenere i paesi membri e di rilanciare economie che rischiano di essere messe in ginocchio dal dilagare del contagio, dalla paura e dalla psicosi collettiva legata al crescente numero di malati e morti?

Per l’Italia, epicentro dell’emergenza contagi nel continente, la risposta europea sarà decisiva e dovrà significare la capacità di risolvere in chiave politica una situazione potenzialmente deflagrante. Non sono per una possibile recessione che interesserebbe il paese, ma anche perché l’Unione Europea ha, forse, l’ultima chance di dare un segnale al popolo italiano, sempre più insofferente per regole e laccioli che sembrano inutili orpelli di una burocrazia sovranazionale, e che si aspettano, oggi che sono in difficoltà, la concretezza di una soluzione che avrà il valore di un’ancora di salvezza.

Credo che se si riuscirà a superare gli stringenti vincoli di bilancio che fino a oggi hanno rappresentato un cavallo di battaglia dei rigidi assertori della stabilità, forse sarà possibile programmare aiuti e investimenti in grado di restituire respiro ad economie asfittiche e a paesi in grande difficoltà. E se il governo italiano saprà concordare con le istituzioni europee un piano serio di emergenza, che riguardi il rilancio dell’economia attraverso gli investimenti in opere pubbliche, forse ci sarebbero argomenti per superare le diffidenze e le critiche degli euroscettici e degli ultrasovranisti.

La sfida è molto più grande della scoperta di un vaccino o della sconfitta di un virus. In ballo c’è la sopravvivenza stessa dell’Unione Europea così come l’abbiamo conosciuta.

Leonardo Raito

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1 commento

  1. Paolo Bolognesi on

    Pur nella sua essenzialità, il titolo di questa “opinione” mi sembra pertinente, perché in questa emergenza le azioni sviluppabili in sede europea potranno effettivamente rivelarsi tali da “superare le diffidenze e le critiche degli euroscettici e degli ultrasovranisti”, ma nella eventualità che tali azioni risultassero invece deludenti, o insoddisfacenti, i supercritici verso le due suddette “categorie”, ossia nei confronti di euro settici e ultra sovranisti, dovrebbero rivedere, o quantomeno ammorbidire, la severità dei propri giudizi.

    Paolo B. 05.03.2020

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