giovedì, 3 Dicembre, 2020

Sulla decriminalizzazione delle sostanze stupefacenti. Parte 2

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Parte seconda. La decriminalizzazione del mercato di certe droghe meno pesanti attraverso una regolamentazione legale ben fatta e puntuale appare, con chiara evidenza, efficace contrasto alla criminalità organizzata.

La natura, le cause e le conseguenze del fallimento del proibizionismo come politica di contrasto alla macro e microcriminalità saranno rilevate attraverso la metodologia della ricerca sociologica, rinnegando “l’effetto mediatico” scaturente dal tema della depenalizzazione delle droghe.

Filo rosso, nell’elaborato di tesi, è la sociologia del diritto intesa come “studio del sistema giuridico, sottosistema del sistema sociale globale”; scienza umanistica che potrà tratteggiare le nuove possibilità di sviluppo per la scienza del diritto.

Forte della relazione annuale della Direzione Nazionale Antimafia periodo luglio 2013 – giugno 2014 (http://www.stampoantimafioso.it/wp-content/uploads/2015/05/Relazione%20DNA%202013-2014.pdf.) che ha denunciato “il totale fallimento dell’azione repressiva dei derivati della cannabis”, l’elaborato mette in luce l’attuale different way of thinking teleologicamente orientato al ripensamento della legislazione nazionale in materia di sostanze stupefacenti.

Questo percorso scaturisce dall’idea che le azioni di contrasto devono rapportarsi principalmente alla realtà dei fatti ed alla condotta dei singoli (Stati) nella consapevolezza che l’azione individuale dei cittadini è determinante nell’attuazione di qualsiasi politica pubblica e sociale. Infatti, oggi il mercato nero delle sostanze stupefacenti dà considerevoli risultati proprio perché, inconsapevoli dell’effetto domino, i componenti della comunità agevolano in modo diretto ed antisociale le associazioni criminali venendo meno a precetti giuridici non ritenuti vincolanti e, talvolta, neanche considerati.

Questo è vero quando il pensiero irrazionalmente risoluto, qual è la politica proibizionista, impedisce il raggiungimento di risultati concreti. Ancor più vero quando insopportabili e manifesti comportamenti di illegalità agiti tra politica e criminalità, allontanano i cittadini dalle istituzioni con conseguente indebolimento della democrazia e della libertà.

I giovani socialisti sono stanchi del degrado socio economico generato dallo spaccio illegale e della inefficiente militarizzazione dei quartieri. Noi giovani pensiamo che la risposta al problema dello spaccio illegale sia il “Monopolio di Stato” sulle droghe. Lo stesso potrebbe,infatti, garantire il controllo sulla produzione, la commercializzazione e la qualità delle sostanze introdotte nel mercato. Sebbene sospinti da buone intenzioni, non sappiamo se la via da percorrere sia quella giusta. E’ per questo motivo che ti chiediamo di rispondere alle nostre brevi domande

https://forms.gle/zYVPeP4kNpgsT4W87

 

Parte prima

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