giovedì, 3 Dicembre, 2020

Sulla decriminalizzazione delle sostanze stupefacenti. Parte 5

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L’industria delle droghe legata agli stupefacenti è un mercato all’avanguardia nel processo di produzione, lavorazione e commercializzazione del prodotto psicotropo. La rilevante influenza nell’economia legale, ha indotto il Sistem of National Account (SNA), ad includere, sin dal 1993, anche queste attività illegali nel Prodotto Interno Lordo (Gross Domestic Product – GDP) al fine di rendere

possibile una quantificazione estimativa della redditività derivante dalle attività illecite, l’economia sommersa identificata sotto la dicitura di non-observed economy comprende, anche il ricco traffico di stupefacenti.

Dal 2014 la Comunità Europea ha reso effettivo tra gli Stati membri, l’applicazione del sistema di contabilità nazionale, uniformando la struttura dei conti economici pubblici. Secondo l’Ufficio Statistico della Comunità Europea “l’inclusione delle attività illegali risponde, in particolare, al criterio dell’esaustività dei conti nazionali ed ha l’obiettivo di accrescere la comparabilità delle stime consentendo, tra l’altro, l’utilizzo del reddito nazionale lordo ai fini del calcolo delle risorse proprie UE”.

Vengono accolte nelle stime nazionali, le attività illegali che hanno la caratteristica di transazioni economiche e che, come tali, comportano il mutuo consenso tra le parti; vi rientrano, quindi, di diritto spaccio e prostituzione.

Le attività che la realtà giuridica Italiana qualifica come illegali, sono riconosciute, in paesi come l’Olanda e non solo, quali fonti di reddito per la comunità nazionale.

E’ possibile oggi affermare che l’industria del narcotraffico si è ormai globalizzata, e le sfaccettature ad essa connesse si fondono con l’economia legale e con le vicende politiche ed economiche internazionali. La narco-impresa, lungi dall’essere riconducibile nell’immaginario alle piantagioni gestite dai narcos, ha perso da tempo i connotati della nazionalità. Essa, infatti, costituisce oggi un “enterprise network”, ovvero una rete di imprese, il cui capitale immateriale è costituito dalle “competenze richieste per apportare soluzioni specifiche e, dalle referenze acquisite per l’esecuzione dei corrispettivi servizi” 18. Sono moderni “modelli aziendali” in una struttura d’impresa di tipo piramidale ove in cima troviamo la categoria dei “top management”, mentre i

susseguenti “livelli operativi” si caratterizzano per una compartimentazione stagna delle funzioni ed una specializzazione delle medesime. Il “personale qualificato” è costituito da “intelligenze” di varia natura quali chimici, piloti, avvocati e commercialisti esperti in riciclaggio, che sono parte di una struttura “stabile” e necessariamente socialmente accreditati per le opportune connivenze. Ai livelli più bassi dell’impresa, troviamo gli addetti meno qualificati, cioè coloro che costituiscono la microcriminalità: i pushers di strada, proverbiali “pesci piccoli”, necessariamente e fatalmente assoggettati ad un forte turn-over; essi costituiscono uno “scudo” per coloro che immettono il “bene droga” sul mercato e frammentano in molteplici rapporti, l’identità di colui che commercializza la sostanza stupefacente.

I giovani socialisti sono stanchi del degrado socio economico generato dallo spaccio illegale e della inefficiente militarizzazione dei quartieri. Noi giovani pensiamo che la risposta al problema dello spaccio illegale sia il “Monopolio di Stato” sulle droghe. Lo stesso potrebbe,infatti, garantire il controllo sulla produzione, la commercializzazione e la qualità delle sostanze introdotte nel mercato. Sebbene sospinti da buone intenzioni, non sappiamo se la via da percorrere sia quella giusta. E’ per questo motivo che ti chiediamo di rispondere alle nostre brevi domande https://forms.gle/zYVPeP4kNpgsT4W87

 

 

Parte prima

Parte seconda

Parte terza

Parte quarta

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