venerdì, 4 Dicembre, 2020

Sulla decriminalizzazione delle sostanze stupefacenti. Parte 6

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Il sistema distributivo delle narco-imprese “è fondato su rapporti personali e fiduciari” infatti i “fornitori” prediligono contrattare con i clienti abituali per minimizzare i rischi e, nello stesso tempo, per ottenere vantaggi economici derivanti dal know-how e dal learning by doing del proprio “personale”.

Il mercato delle sostanze stupefacenti conosce la specializzazione dell’impresa: la “produzione” delle droghe illecite di natura biologica, marijuana, hashish e pianta da coca, è simile al mercato dei prodotti agricoli. Le coltivazioni, più o meno estese, sono gestite dai privati o dalle organizzazioni criminali, e i raccolti, venduti a “corpo”, vengono trattati e confezionati in appositi centri di lavorazione che, a seconda del prodotto, possono richiedere la presenza di mano d’opera più o meno specializzata, o impianti tecnologicamente avanzati allocati in posizioni geografiche strategicamente meditate.

Questi elementi costituiscono i “costi fissi” sostenuti dalle narco-imprese; attraverso un complesso processo di commercializzazione, questi costi verranno ammortizzati ed i profitti triplicati. Infatti al fine di rendere disponibile una maggiore quantità di prodotto sul mercato, il bene-droga acquistato all’ingrosso, subisce al dettaglio un costante frazionamento. Ogni suddivisione, che comporta la diminuzione della “purezza” del prodotto, contribuirà a generare nuovo “plusvalore”. Sottolineare che la “qualità” del prodotto immessa sul mercato ha effetti diretti sulla salute dei consumatori è nelle quotidiane storie di “tossici” soccorsi e negli interventi disintossicanti troppo spesso privi di effetto concreto. Questo “plusvalore” inteso come crime tariff o criminalization tax è il “premio” del trafficante per i rischi intrinsechi alla commercializzazione del prodotto finale.

Il mercato delle sostanze illecite è caratterizzato da una offerta elastica a cui corrisponde invece una domanda relativamente anelastica nota come “curva di domanda anelastica” (sappiamo che lo Stato è incentivato a tassare beni con curva di domanda anelastica).

Il successo di una narco-impresa dipende dalla capacità del top manager di minimizzare i rischi connessi allo svolgimento dell’attività illecita e, nel massimizzare i ricavi.

Nelle transazioni illegali, tutto ciò che è necessario fare per raggiungere lo scambio costituisce il “costo di transazione”; i compensi, di quantità esponenziale, sono in grado di annullare i costi fissi della narco-impresa.

Il settore del narcotraffico internazionale si costituisce a tutti gli effetti come un mercato nero. I rischi attinenti alla commercializzazione del prodotto, nella accezione di merce e profitto, sono legati alle politiche di contrasto dei governi nazionali ma, escludendo i rischi del “mestiere”, questo mercato nero è senza regole. Il ricorso alla violenza, come metodo di risoluzione dei peculiari contenziosi negoziali, diventa per gli “operatori del settore” una necessità. Lo scenario che si presenta è questo: gli Stati che si trincerano su legislazioni proibizioniste, a nostro avviso e non solo, non valutano oggettivamente tutti i nessi esistenti tra droga e criminalità, intenzionati a “proteggere interessi geopolitici particolari”20; nello stesso tempo i consumatori, tra cui molti giovani, mettono a repentaglio la propria salute. Lo Stato sembra non avvedersene.

I giovani socialisti sono stanchi del degrado socio economico generato dallo spaccio illegale e della inefficiente militarizzazione dei quartieri. Noi giovani pensiamo che la risposta al problema dello spaccio illegale sia il “Monopolio di Stato” sulle droghe. Lo stesso potrebbe,infatti, garantire il controllo sulla produzione, la commercializzazione e la qualità delle sostanze introdotte nel mercato. Sebbene sospinti da buone intenzioni, non sappiamo se la via da percorrere sia quella giusta. E’ per questo motivo che ti chiediamo di rispondere alle nostre brevi domande https://forms.gle/zYVPeP4kNpgsT4W87

Parte prima

Parte seconda

Parte terza

Parte quarta

Parte quinta

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