sabato, 5 Dicembre, 2020

Sulla decriminalizzazione delle sostanze stupefacenti. Parte 9

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Il manifesto di Ethan A. Nadelmann, The Case for Legalization. “A favore della Legalizzazione” è il provocatorio saggio scritto nel 1988 dal professore Ethan Adam Nadelmann, teorizzatore della legalizzazione del consumo delle droghe.

Laureato presso l’Harvard University, e presso la London School of Economics con un master in relazioni internazionali, ha insegnato politica e affari pubblici alla Princeton University; ancora oggi promuove campagne per la regolamentazione del consumo delle droghe. Negli negli anni 80 questo difficile dibattito infiammava l’opinione pubblica americana quando Nadelmann individuava e sottolineava la possibilità dei rilevanti proventi economici derivanti dalla regolamentazione del mercato delle sostanze stupefacenti illegali. Il manifesto The case for legalization analizza, in modo completo ed esaustivo, i molteplici aspetti di una possibile ed efficace lotta al narcotraffico attraverso la legalizzazione delle droghe mettendo in luce i costi economici e sociali del proibizionismo, non dimenticando gli aspetti umani, morali ed individuali, ricordando le vittime del “libero abuso” e ponendo le basi sulle quali strutturare una posizione consapevole, condivisa e condivisibile; sottolineando l’importanza di individuare un nuovo punto di partenza per la lotta al narcotraffico.

Premessa al saggio è l’analisi della situazione politica USA, con cui lo stesso Nadelmann introduce il lettore. Anni 80, gli States guidati da Ronald Reagan 40° presidente, col supporto sia dei democratici che dei repubblicani, intensificano la lotta al narcotraffico iniziata da Nixon. Nella situazione storica di quel momento non c’era dibattito pubblico che non puntasse ad essere realistico, strategico o, che almeno apparisse in grado di condurre ad una serie di successi a lungo termine tuttavia, al momento dei grandi dibattiti politici, l’idea di “legalizzazione” viene cassata come concetto anarchico e sovversivo non utile a vincere le campagne elettorali. Anche i gruppi per i diritti civili e quella parte democratica dell’opinione pubblica glissano sull’argomento ritenuto non utile né tanto meno funzionale a vincere i grandi duelli politici; perfino quelle forze, da sempre impegnate in prima linea nella lotta alla criminalità organizzata e nella sua prevenzione, esprimono solo deboli dissensi convinti che, spesso, la politica dei politici segue strade lontane dal perseguimento del bene pubblico.

Non viene taciuta l’incapacità del governo e delle amministrazioni locali nel trattare i problemi che la droga genera a livello locale e sociale in modo diretto ed indiretto.

I giovani socialisti sono stanchi del degrado socio economico generato dallo spaccio illegale e della inefficiente militarizzazione dei quartieri. Noi giovani pensiamo che la risposta al problema dello spaccio illegale sia il “Monopolio di Stato” sulle droghe. Lo stesso potrebbe,infatti, garantire il controllo sulla produzione, la commercializzazione e la qualità delle sostanze introdotte nel mercato. Sebbene sospinti da buone intenzioni, non sappiamo se la via da percorrere sia quella giusta. E’ per questo motivo che ti chiediamo di rispondere alle nostre brevi domande https://forms.gle/zYVPeP4kNpgsT4W87

 

 

Parte prima

Parte seconda

Parte terza

Parte quarta

Parte quinta

Parte  sesta
Parte settima

Parte ottava

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